domenica 22 maggio 2016

A Grandi O quam tu pulchra es







Una splendida esecuzione del M.° Leonardo Antonio Di Chiara all'organo, soprano Tiziana De Vito.



Complimenti al nostro irpino M.° M.° Leonardo Antonio Di Chiara , originario di Greci.



O quam tu pulchra es. O quanto sei Bella (Maria) sec. XVI.

venerdì 20 maggio 2016

Greci- Katundi raccontata dalla Scuola Don Milani di Ariano Irpino

Greci - Katundi 



Leggiamo dal sito dell'Istituto Comprensivo D. Milano di Ariano Irpino, del quale fa parte la scuola infanzia, primaria e secondaria di Greci, ci complimentiamo delle valide ed efficaci attività e promozioni che da anni, Dirigente  Scolastico Porf. Marco De Prospo" ha realizzato per la valorizzazione della comunità educative e civile di Greci.

Voglio precisare che da fonti storiche attendibili, il rito greco-ortodosso, pur essendo avversato dalle autorità religiose, era ininfluente nell'enclave arianese, pertanto i Grecesi liberamente rinunciarono al rito e  accettarono di far parte del rito latino nel sec. XVII. (Cfr. Rodotà, Del rito greco-ortodosso d'Italia. Già nei sec. XVI e in poi i grecesi professarono fino alla libera rinuncia, (episcopato dell'Arcivescovo Orsini, poi Papa Benedetto XIII), condivideva il doppio rito ecumenico ante litteram, nella stessa chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo, che esisteva nel Largo S. Bartolomeo.
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E’ un comune albanofono, unico paese alloglotto Arbereshe (= italo-albanese) di tutta la Regione Campania, che deve il nome ai suoi fondatori: i Greci. Greci è un caratteristico paese arroccato su un'alta collina; il suo territorio, vasto 32 kmq., conta circa 863 abitanti.Il centro storico è situato ad una altitudine di 824 metri sul livello del mare; il territorio, ricco d'acqua, a valle è lambito dal torrente Cervaro. Ha un aspetto originale ed un patrimonio architettonico ed urbanistico che, nonostante i terremoti del 1962 e del 1980, conserva diverse strutture monumentali, fregi e portali antichi in pietra. 
Nell'antico centro storico, in località “Breggo” (termine albanese che significa collinetta) si possono ancora notare le poche superstiti "Halive", abitazioni tipiche costruite da pietre unite fra loro con manate di creta e cemento con il tetto di travi, tavole e tegole. Queste abitazioni, sono ammassate a scala su di un pendio, ascendente verso la Chiesa Madre, e l'ingresso dell'abitazione superiore si eleva quasi a livello del tetto dell'abitazione inferiore. La Chiesa Madre, dedicata a S. Bartolomeo Apostolo ( Patrono di Greci), è in stile romanico ed a croce latina, della fine del 1600. 
Vi si custodiscono la statua della Madonna del Caroseno, giunta a Greci, secondo la leggenda, con i soldati albanesi di Skanderbeg ed una tela raffigurante Madonna con Santi attribuita a Guido RENI o ad allievi della sua scuola. Il Palazzo Municipale, del 1500, di proprietà della famiglia gentilizia dei Lusi, venne acquistato dalla collettività. In contrada Tre Fontane esistono ancora delle masserie, Istituto Comprensivo Statale “don Lorenzo Milani” “Piano dell’Offerta Formativa” 12 risalenti al 1600-1700, adibite certamente a stazione di posta sul "Tratturello Regio Camporeale di Ariano I.-Foggia", ramo di quel, più famoso, "Tratturo Regio PescasseroliCandela". 
Le località paesaggistiche del Monte Calvario, di Rovitello e del Breggo sono mete di passeggiate romantiche e suggestive. Il patrimonio custodito a livello orale fa della comunità grecese, insieme a quella di Faeto e Celle S. Vito (FG), una delle più importanti isole alloglotte della Puglia e della Campania. Le accomuna lo stesso destino ai fini della salvaguardia delle minoranze linguistiche. Gemellaggio con Campomarino, Campobasso. 
Il culto della Madonna del Caroseno, di S. Nicola di Bari e di S. Bartolomeo Apostolo collega con un filo d’oro la storia religiosa e civile di Greci a quella degli altri comuni albanofoni. Gli Albanesi che ripopolarono Greci erano cattolici di rito greco-ortodosso. Il rito greco si conserva ancora oggi nei Paesi albanofoni di Calabria e Sicilia (Eparchia di Lungro (CS) ed Eparchia di Piana degli Albanesi (PA)). 
A Greci, invece, l'Autorità, sia civile che religiosa, in una azione indiscriminata di forza e soprusi, riuscì nel corso degli anni a distruggere ed abolire il rito greco e tante, ma non tutte per fortuna, bellissime tradizioni orientali. Non ebbe, comunque, la forza di soffocare la lingua materna albanofona. Dopo il 1860, dalla provincia di Foggia, a seguito del riordino del nuovo Regno d'Italia, Greci passò a far parte della provincia di Avellino. 
Alla fine del secolo (1898), Greci contava 3863 abitanti scesi, nel 1920 a 3200 circa, oltre i quasi tremila grecesi emigrati nelle Americhe per motivi di lavoro.
 Nel censimento del 1931 gli abitanti di Greci erano 2756. L'ultimo censimento, effettuato nel 1991, ascriveva una popolazione di appena 1186 anime; al 1° gennaio 2000 contava una popolazione di soli 991 abitanti; nel 2007 gli abitanti sono scesi a 863. Ai fini della conservazione e della codificazione della lingua orale (arbereshe) di Greci l’I. C. “Calvario” porta avanti un progetto finanziato con i fondi