domenica 17 aprile 2016

DON TEODORICO BOSCIA RITORNA NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. NICOLA DI BARI IN ORSARA

ORSARA DI PUGLIA(FG) E GRECI (AV).
Don Teodorico Boscia (1868-1951)
DON TEODORICO BOSCIA
RITORNA NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. NICOLA DI BARI IN ORSARA
Quando la storia fa degli scherzi i ricorsi storici sono alquanto inevitabili. La cittadina di Orsara di Puglia col suo territorio che sovrasta la Puglia, granaio d'Italia, è tra le più singolari per la storia delle genti “contadine e laboriose”.
Un sacerdote” D. Teodorico Boscia (1868-1951), definito “prete contadino”, pioniere del riscatto dei poveri tra i più poveri: i contadini e le classi popolari del sud”; proveniente da una comunità arbreshe, dalle forti radici delle terra e all'avanguardia della difesa dei diritti e della libertà,discendente questa popolazione da Giorgio Kastriota Skanderbeg, difensore del Papa e della cristianità, contro l'imperialismo islamico di fine '400. Ebbe i natale, D. Teodorico in questa terra che ha sempre avuto orizzonti premonitori in difesa dei diritti delle genti e della libertà civile e religiosa.
Una croce quattrocentesca dagli influssi orientali, quasi che incrociano quelli orientali, ritrovata nelle periferia dei territorio grecesi-orsaresi, rappresenta un legame tra arte, fede incarnata da sacerdoti del calibro di Teodorico.
Greci-katundi nel donare alla Chiesa eccellenti figure di sacerdoti, anticipatori del riscatto popolare, tra questi ricordo: D. Luigi Lauda (ccoperatore salesiano), insieme a D. Giovanni De Maio e al nonno di D. Teodorico, occuparono già nel 1848 le terre del duca di Bovino, con 300 donne grecesi-montagutesi ed orsaresi, inondarono i territorio del duca di Bovino e della Torre Guevara, per cercare e difendere i diritti ad una vita dignitosa. Così vennero difesi da Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888), avvocato, giurista insigne europeo.
I legami di parentela, per parte materna con d. Luigi Lauda, sacerdote e affiliato ai salesiani,permisero al giovane Teodorico, nato nel 1868, entrò nella famiglia dei salesiani di S. Giovanni Bosco. I legami con la terra natale non furono mai sciolti, quando poteva, il suo pensiero andava alla sua piccola ma generosa terra natale.

D. Teodorico Boscia e Greci

La famiglia di d. Teodorico era benestante: suo padre Don Emilio Michele Boscia un onesto e laborioso benestante, la madre Donna Angiolamaria Mariconda proveniva da un'agiata famiglia di Serino. Greci dandone i natali il 26 aprile 1868, ha impresso nel carattere fortezza, decisione, fede e caspacità di sporcarsi le mani per gli ultimi. La famiglia era numerosa: Emanuele n. il 9 giugno 1857, Nicolantonio n. il 22 agosto 1857, Enrichetta l'11 settembre 1863, da Teodorico Antonio e da Ermelinda, n. il 18 marzo 1872.

Il giovane Teodorico entrò nella famiglia di d. Bosco nel 1888, fece il noviziato a foglizzo Torino dal 4/9/1888 al 11/10 1889. Emise la professione perpetua a Torino nell'Istituto Valsalice l'11 ottobre 1889; compì gli studi di teologia a Torino, fu ordinato lettore accolito in questa città il 18/9/182.Fu ordinato diacono a Livorno il 17.3.1894, finalmente sacerdote il 19 maggio 1894.
Per gravi motivi familiari chiese ed ottenne la licenza di poter "uscire "ad tempus" dalla congregazione salesiana il 10 marzo 1898, ed ottenne la dispensa il 19 aprile 1898.
Insegnante di lettere nel pontificio seminario di Reggio Calabria, svolse con lodevole profitto la docenza, amato dai superiori e dagli studenti.
Nel 1894 su proposta del confratello grecese d. Lauda, veniva avanzata la richiesta  a Don Rua (oggi Beato) la fondazione di un istituto salesiano a Greci o in alternativa un istituto femminile delle Figlie di maria Ausiliatrice. 
Greci, in quel tempo, cittadina di ben 4.000 abitanti, dall'aria salubre, dall'acqua abbondante e freschissima, attraversata da strade rotabili per il commercio, era un crocevia tra Puglia e Campania.
Don Lauda così scriveva nella richiesta, sostenuta con energia dal Sindaco Vincenzo Lusi: "Quali poi ne sarebbero i vantaggi spirituali e materiali? Nobile fu certo fu l'intento del venerando D. bosco: quello ciòè di educare i giovanetti organi e benestanti" in un luogo posto tra le due provincie di Foggia e Avellino".

Il progetto  grecese non venne realizzato, forse la Provvidenza disponeva di altri itinerari  per D. Teodorico. Ecco che d. boscia venne ad Orsara per rimanervi fino alla morte come parroco per 47 anni. Fu lo stesso P. Rua in una lettera che approvava la proposta del Vescovo di inviare il sacerdote ad orsara, gli consigliava di avere molto a cuore la cura dei fanciulli, degli ammalati e dei vecchi. iniziò il servizio parrocchiale nell'ottobre, del 1904.
Anche la S. Sede volle dargli un attestato di stima con la concessione del titolo di Cameriere Segreto di S. Santità il 10 luglio 1913 e il 23 novembre 1914, maggiordomo  di S. Santità papa Benedetto XV.

d. Teodorico, umile qual'era, non ne fece mai vanto, anzi donava ai poveri tra i poveri anche la sua porzione personale che i fedeli davano per l'Arciprete.

Pur col dolore segreto, di non potrer rientrare nella sua adorata famiglia salesiana e di d. Bosco, ha sempre ubbidito secondo le necessità e richieste del suo Vescovo, unito alla Chiesa, sposa e madre. Dal 1929 e successivamente ne fece richiesta come desiderio, ma vinse la necessità pastorale con cui Mons. Farina lo invitò a restare in diocesi come parroco. Con lettera del 1929 volle ribadire il suo amore filiale e così scriveva: 
"prometto di ubbidire ciecamente e di voler essere l'ultimo di tutti e di lavorare come si addice ad un buon Salesiano. Dalla vendita di un fondo, di mia proprietà, potrò ricavare circa 25.000 L., che consegnerò al Rev. Rettor Maggiore per bisogni della Congregazione quale riparazione al danno recato da me per la lontananza (...) . 

Come epitaffio resta valido ciò che ha scritto Ortenzio  Zecchino:
"La sua eredità forse più significativa: la sincera adesione all'idea della politica come servizio alla collettività".

Come sacerdote dotto e buon pastore

La carità "politica" e l'annuncio del Vangelo senza tentennamenti, la libertà di pensiero, la fede e l'amore per la Chiesa in uscita, come Francesco lottando con e per gli ultimi gli scarti umani del consumismo e degli affari dei poteri, Don Boscia, come il prete di Caltagirono d. Luigi Sturzo, ha incarnato il sogno realizzandolo nella vita: "sognatore e uomo di azione" pastore buono e belle ricco di umanità e carità cristiana".

Ora che D. Teodorico è tornato nella sua Chiesa, col suo esempio orante, con la sua vita eucaristica, gli scritti spirituali e di azione, rappresenterà per le nuove generazioni un faro di luce e di amore nella misericordia.

Fonti storico-documentarie orali, A. Anzivino, Teodorico Boscia, o.c. , 2012. 



La cronaca
Per quattro giorni, da sabato 16 a martedì 19 aprile, Orsara di Puglia con incontri e convegni viene riportata alla luce la memoria del ‘suo’ prete-contadino, Teodorico Boscia.
Il ricco programma, voluto dalla Diocesi di Lucera-Troia, coordinata dal parroco D. Rocco Malatacca e dal vicario D. Stefano Tronco, con il patrocinio e il sostegno dell'amministrazione Comunale di Orsara di Puglia.
Sabato 16 aprile , don Gaetano Squeo ha tenuto una conferenza sulla vita e le opere del parroco che ebbe i natali a Greci il 26 aprile 1868.
Domenica 17 aprile , invece, si è svolta la toccante e l solenne cerimonia della traslazione della salma: alle 17, i resti mortali dell’arciprete Boscia sono stati accolti dal popolo presso la Cappella Calvario. Il Sindaco di Orsara Dott. Tommaso Lecce, nel suo toccante saluto ha ricordato le doti umane e la sintonia della popolazione che dopo 65 anni della sua morte, ritornava accolta dal popolo orante, nella chiesa parrocchiale dove lo aveva visto come pastore buono e forte in difesa degli umili.
Il Sindaco di Greci Arch. Donatella Martino, accompagnata dal vice sindaco e de consiglieri comunali ed una folta rappresentanza della popolazione grecese, ha voluto ricordare la figura del dotto D. Boscia, tra i migliori figli grecesi, attento alle opere della fede e della ricostruzione morale e civile della comunità di Orsara.
L'urna che contiente le spoglie di d. Teodorico, adornata di fiori, è stata trasportata a spalle, lungo il tragitto verso la Chiesa Madre, salutata dalle campane festanti.
Il parroco D. Rocco nel saluto in Chiesa ha ricordato le doti umane, la fede e l'impegno del pastore buono, delineando un sentito profilo biografico dove veniva mutuata la fede del sacerdote e l'azione di carità, riscoprendone anche l'alto valore del servizio della politica e dell'impegno quotidiano: D. Teodorico, ha speso tutte le sue energie di pensiero, di azione, di evangelizzazione e di lotta per il riscatto di tutta la popolazione.
L'urna con le spoglie di D. Teodorico è stata riposta nel pavimento dell'altare di S. Michele, patrono della città, ed unico resto originale delle opere artistiche volute e sostenute da D. Teodorico.
La solenne concelebrazione presieduta da Mons. Vescovo di Ariano D. Sergio Melillo, con i sacerdoti e il parroco di Greci D. Salvatore Oliviero, animata dal Coro polifonico dei S. Patroni di Lucera-Troia, è stato un sussulto orante di ringraziamento per il dono sacerdotale alla comunità orsarese. L'omelia di Mons. Melillo, ha fatto sentire la comunità la vicinanza di un pastore di una chiesa sorella quella di Ariano-Lacedonia, che ha donato un sacerdote come D. Boscia, si è visuto così momenti di autentica comunione nella preghiera tra le chiese sorelle di Lucera-Troia e Ariano-Lacedonia, diocesi che confinano tra loro.
Gli altri appuntamenti continueranno:
Lunedì 18 aprile, alle ore 19, sarà celebrata la messa da monsignor Ciro Fanelli, amministratore diocesano;
martedì 19 aprile, don Salvatore Olivieri, parroco di Greci, in occasione del sessantacinquesimo anniversario della morte, presiederà la S. Messa. In quell'occasione sarà sigillata con l'apposizione della lapide in onore di D. Teodorico Boscia.
IL nome di questo benefattore e parroco D. Boscia, potrà essere occasione di unione tra i due comune di Greci e Orsara di Puglia, auspicando anche lo scambio di iniziative e valorizzazione dei propri territori in un percorso insieme di nuovi orizzonti per le due realtà, che già hanno iniziato a conoscersi e che possono successivamente realizzare un gemellaggio. Di tutto questo D. Teodorico ne sarà contento dal cielo.

Un pensiero di ringraziamento vogliamo esprimere da queste colonne al Prof. Antonio Anzivino, per il suo appassionato e ben documentato libro, che ha fatto da apripista: Teodorico Boscia, Storia di un prete contadino ad Orsara di Puglia, Grottaminarda, 2012, Delta3 Ed., 169 pp. con prefazione del Sen. Ortenzio Zecchino. 



CHI ERA IL ‘PRETE CONTADINO’.
Teodorico Boscia divenne sacerdote il 19 maggio del 1894. Nel 1904 arrivò a Orsara di Puglia dove fu arciprete e parroco fino al 19 aprile 1951. Negli anni ’70, gli anziani che ancora si ricordavano di lui ne parlavano con le lacrime agli occhi.
Divenne segretario locale e vicesegretario provinciale del Partito Popolare Italiano. Il “prete-contadino” capeggiò i cortei dei braccianti per occupare le terre e, rifacendosi alle esperienze di Miglioli con le leghe contadine, fondò la cooperativa agricola “Torre Guevara” guidando 345 contadini a unire le loro forze e ad acquistare i terreni necessari.
Teodorico Boscia fu anche il fondatore del primo asilo per l’infanzia attivato a Orsara di Puglia. L’arciprete venuto da Greci, per 50 anni, incarnò appieno, con straordinaria forza, il ruolo attivo della Chiesa nelle lotte politiche e sociali del ‘900, la figura di un sacerdote coraggioso, capace di sostenere con forza l’aspirazione della povera gente a una vita migliore. 
Faro e guida dell’apostolato di Boscia furono l’enciclica Rerum Novarum di Leone XII, le teorie politiche e sociali di don Luigi Sturzo, l’amore per i giovani e la passione politica. Anima del Partito Popolare, convinto antifascista, prete contadino, Teodorico Boscia deve la sua grandezza alla fede, alla tenacia e alla passione con cui condusse le sue battaglie religiose, politiche, economiche e sociali non per la difesa di sterili principi, ma per l’affermazione di iniziative concrete a vantaggio delle classi più umili. 
Non è stato soltanto un uomo di fede, ha trovato nella lotta per l’emancipazione dei contadini il carattere profondo della sua missione sacerdotale. Teodorico Boscia è stato una guida e un precursore del mondo cooperativistico di Capitanata.
Negli anni della seconda guerra mondiale, il suo impegno di cristiano e di antifascista aiutò e diede conforto a moltissime persone. Con la fine della guerra, Teodorico Boscia si mise al servizio della ricostruzione morale e materiale della terra che amava. (Fonte Comune di Orsaradi Puglia).

Tra i meriti culturali, vogliamo solo ricordare i forbiti articoli pubblicati su CIVILTA' CATTOLICA, dove non mancò di dare il suo valido e puntuale contributo di studi e di riflessioni.
Dopo 65 anni, il 17 aprile 2016, D. Teodorico ritorna nella sua amata chiesa parrocchiale, dove da “buon e bel pastore” vigilerà e difenderà la sua gente e spronerà i giovani ad impegnarsi nella scelta cristiana di nuova evangelizzazione.



Giovanni Orsogna

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