domenica 5 aprile 2015

Letture Pier Franco Bruni

Letture....


...la luce è oltre i deserti perché
gli sguardi hanno le vie degli orizzonti
e il mare è la profondità dell'anima...
non cercare l’impossibile quando
i tuoi passi abitano l'invisibile
e gli spazi che porti tra le vie delle mani custodiscono infiniti...
per te che raccogli perle, ricordi e solitudini
la pazienza dell’amore ha il silenzio dei destini,
ma la Terra Promessa non è un porto
e la profezia ha la voce dell'oracolo,
mentre la provvidenza è nel mistero
che incontra l’alchimia...
forse un giorno capiremo,
ma non ha importanza nel tempo delle distanze, 

perché non è necessario capire quando negli occhi c’è l’ascolto e l’ascolto ha il viaggio...


 
Arbereshe - La memoria, i luoghi, i segni, le voci
Bruni Pierfranco (a cura), 2005, Pellegrini Ed.



Per chi vuole conoscere emozioni, sensazioni del mondo italo-albanesi arbreshe, non può farsi scappare il bellissimo testo di di Pie rFranco Bruni, un vaggio nel mito, nella storia dell'enclave albanese dell'Italia meridionale.
Anche Greci-Katundi è stato visitato letterarialmente e con grande finezze poetica.

Pierfranco Bruni racconta 'L'avventura arbereshe, il mediterraneo vissuto



"Come accade a Greci, nella verde Irpinia, paese arbereshe, dove ''le case racchiuse in una mano hanno odore di Mediterraneo e di Albania.
Corridoi tra i vicoli. La gente sa guardare negli occhi ed ha carenze antiche. Una danza nelle parole. Un tintinnio di suoni''. Sono case di pietra, un susseguirsi di angoli che tagliano strade.




Vi si cammina a passo, piano piano. Malinconia nelle voci, mentre la protettrice è la Madonna di Caroseno, giunta a Greci con gli albanesi in fuga: ''Sembra un sogno ma questo paese è realtà. Scanderbeg è nella coscienza di questo mondo contadino che offre senza timore una identità sommersa.
Non ci sono statue o busti. L'eroe albanese è' nella loro storia. E' nel loro raccontare origini e destino. Greci non è un popolo in fuga. È una civiltà che resiste''. Umanità profonda nella storia di un popolo. Un paese di infanzia e di favole dimenticate."

ARBËRESHË - Cultura e civiltà di un popolo
Bruni Pierfranco , 2004, Ist. Poligrafico e Zecca dello Stato Ed.


Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo direttore Coordinatore del Ministero Beni Culturali, già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all'Estero, è presidente del Centro Studi “Grisi”.
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Informazioni personali
Pierfranco Bruni è nato in Calabria. 
Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viaggioisola”, “Per non amarti più”,”Fuoco di lune”, “Canto di Requiem”), racconti e romanzi ( tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, “L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, “Quando fioriscono i rovi”). 
Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo. 
Ha scritto, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni. 
I due segmenti fondamentali che caratterizzano il suo viaggio letterario sono la memoria e la nostalgia. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Tutta la sua poetica vive di queste atmosfere. Non ha mai creduto al realismo in letteratura. Il realismo è cronaca, è rappresentazione, è documento. 
Il simbolo, invece, è mistero. E' metafora, è fantasia, è sogno. Il suo poderoso saggio- racconto dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. I suoi recenti romanzi “Il perduto equilibrio” e “Il mare e la conchiglia” oltre al suo testo di poesie “Ulisse è ritornato” sono stati tradotti in Paesi Esteri.

E’ presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre numerosi incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura nei Paesi Esteri. È responsabile, per conto del MiBAC, del progetto di studio sulle Presenze minoritarie in Italia.

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