mercoledì 30 settembre 2015

Opera Scanderbeg Act 1.1 VIVALDI/VENERUCCI




Teatro Rendano – maggio 2013

Rendano dal Mondo

Vivaldi Ritrovato

“Skanderbeg” dramma in due atti.

Co-produzione con il Teatro dell’Opera di Tirana.

Testo di Antonio Salvi, completamente rielaborato da Quirino Principe.

Musica di Antonio Vivaldi, rielaborata nelle parti superstiti e completata da Francesco Venerucci.

Antonio Vivaldi (Venezia 1678- Vienna 1741) detto il prete rosso per i suoi capelli rossi,è considerato uno dei più virtuosi violinisti e musicisti del suo tempo. Amò la composizione e l’opera lirica. Dopo la sua morte la sua fama e la sua musica caddero nell’oblio. Grazie alla ricerca di musicisti del ventesimo secolo la sua musica e grandezza sono ritornate a splendere. Quest’ opera ritrovata e restaurata ne è l’esempio.

Zhani Ciko - Direttore

Direttore del Teatro dell’Opera di Tirana.

Diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Appartenente ad una famiglia di antica e prestigiosa tradizione musicale. Dopo essere stato per anni perseguitato dal regime ,tornato in Albania ha ritrovato il successo portando in tutto il mondo la sua musica e la sua orchestra nei più prestigiosi Festival del mondo.

Francesco Venerucci

Autore del restauro della musica di Vivaldi

Ha studiato e lavorato a Parigi, autore di musica da camera e sinfonica, colonne sonore e balletti. Premiato tra gli altri con: Premio Dimitri Mitropulos di Atene , Premio Orione Rai Radio 3, Borga Jazz 2005.

Quirino Principe

Autore della rielaborazione del libretto.

Critico ,musicologo, saggista e traduttore , è considerato uno dei più prestigiosi librettisti italiani.

Skanderbeg- il personaggio

Tra le figure più rappresentative del quindicesimo secolo, resistette per 25 anni ai tentativi di conquista dell’Impero Turco Ottomano a difesa dell’Europa e della Fede Cristiana contro l’ivasione Musulmana.

Papa Callisto terzo gli concesse l’Appellativo di “ Difensore della Fede”.

E‘ considerato eroe nazionale albanese.


La stupenda esecuzione a Tirana dell'opera di Skenderbeg di Antonio Vivaldi
Scanderbeg (opera)

Scanderbeg
Vivaldi.jpg
Lingua originale italiano
Musica Antonio Vivaldi
Libretto Antonio Salvi
Atti tre
Prima rappr. 22 giugno 1718
Teatro Teatro della Pergola, Firenze
Personaggi
Albanesi
Scanderbeg (contralto castrato)
Doneca (soprano)
Aroniz (tenore)
Ormondo (contralto castrato)
Climene (soprano)
Turchi
Amurat II (tenore)
Asteria (contralto)
Acomat (soprano)
Scanderbeg (RV 732) è un dramma per musica in tre atti di Antonio Vivaldi su libretto di Antonio Salvi.

Rappresentata in occasione dell'apertura del Teatro della Pergola di Firenze, l'opera vide la partecipazione del celebre soprano Francesca Cuzzoni nel ruolo di Doneca

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]
personaggio tipologia vocale cast della prima,[1]
22 giugno 1718
Scanderbeg, re dell'Albania contralto castrato Giovanni Battista Carboni
Doneca, sua sposa in abito di pastorella soprano Francesca Cuzzoni-Sandoni, 'La Parmigiana'
Aroniz, principe dell'Epiro padre di Doneca in abito di pastore tenore Antonio Ristorini
Ormondo, conte d'Urana generale dell'armi contralto castrato Giovanni Pietro Sbaraglia
Climene, capitano di Scanderbeg soprano (travesti) Anna Guglielmini
Amurat II, il monarca de' Traci tenore Gaetano Mossi
Asteria, principessa sua figlia contralto Agata Landi
Acomat, generale d' Amurat, amante d'Asteria soprano (travesti) Rosa Venturini
Note[modifica | modifica wikitesto]
^ (EN) Reinhard Strohm, The operas of Antonio Vivaldi, Firenze, Olschki, 2008, I, p. 232. ISBN 978-88-222-5682-9

giovedì 20 agosto 2015

Greci-Katundi Memoranda.... Archivio sonoro della memoria

Greci-Katundi Memoranda.... Archivio sonoro della memoria

OMAGGIO ALLE FONTANE DI GRECI

 
 
TENEVA NA FUNTANA FRABBECATA
 
(Spiacevole deviazione delle acque di una Fontana)
 

Teneva 'na funtana frabbecata

rose e viole 'nce teneva chiantate.

Quanto era bella la funtana mmia,

funtana che me l'hanno 'mmiriata.

L'acqua ha pigliata nata via,

sì l'acqua a la funtana mia turnasse,

nun dubbità Nenné , ca non te lasso.

 
 
Greci dalle acque sorgive di un territorio abbarbicato come chioccia che cura i suoi pulcini, Lì sull'altura del Monte Calvello, o per la strada Regia delle Puglie... gorgheggia la Fontana Bataffio o dell'Epitaffio, dove erano incise forse una delle tante iscrizioni del Mazzocchi, colto canonico e latinista che volle dettare le molteplici iscrizioni sulle Fontane Regie che da Monteforte, e prima ancora da Avellino, attendevano il ristoro sul Ponte Calore ( Mirabella) e poi s'inerpicava per raggiungere la bella città di Eclanum, dalle rovine riscoperte... la superba Fontana del Re a Grottaminarda, e dal ponte di Melito come cullati da voli di aquila o di falcone la piccola ed or muta Fontana del Pecoraro e su ancor più su, fino a sfiancare cavalli, muli e carri trainati da buoi alla Fontana della Maddalena che colla fatica estrema fino alla città di Ariano, scendeva allegramente la nostra comitiva memoranda alla Fontana della Tetta. Salutata Ariano tra il 'promontorio' di verde o giallo intenso della canicola fino alla Fontana di Camporeale, sostata più in alto vicina alla Taverna delle Monache.
  Qui il panorama diventa sublime, dall'alto poetava "il primo paesologo romantico" il Parzanese, che con versi , ne sentiamo l'eco della fila di formiche di belle grecesine che salivano verso il paese Katundi. Qui si incontrano le fontane "minori", ma ancora ricche di acque dei Lauda, e di Lusi, nascosta, ma che un tempo si trovava lungo la vecchia rotabile voluta dai Borboni e costruita da abili artigiani grecesi o della Cava dei Tirreni.
  All'inizio del Paese, qui si può ristorare alla Fontana che un tempo fu del Caroseno , dove senti bucolici versi di animali e di pastori che guidano greggi transumanti.
  Ma Kroy Ruvitiellit, (fontana di Ruvitiello) ancora rinfresca l'arsura dei viandanti e oggi turisti, qui  venuti non per caso... echeggiano le ridde egli sposi e nell'aria fine di montagna, dopo "spassiaturi" a Rovitello tutto è incanto e bellezza di suggestioni mediterranea o per dirla "a la Katunde". (....)  ( continua)




 




LETTERE IN REDAZIONE... CI SCRIVONO ANGELO SICILIANO

Angelo Siciliano 20 agosto 11:09:41
Grazie, Giovanni, per questo travaso di storia e cultura. Alla fine degli anni Ottanta, con alcuni parenti venni a Greci per "Santu Scurciògna" un paio di volte e il paese era ancora vivo e abitato. "Nu ricéscu" ci indicò una casa, che era chiusa da oltre 60 anni, di una famiglia che se n'era andata negli USA. La recita fu pittoresca e impressionante, per lo scuoiamento di San Bartolomeo. Feci delle foto ma erano analogiche. Sono tornato in questi ultimi anni, un paio di volte d'estate, con l'amico Gaetano Caccese, e ho fotografato con la digitale, foto tutte inedite. Il paese bello e pulito, grande dignità, Bellissimi panorami intorno e, tra le case al massimo c'era una mezza dozzina di persone, rientrate da fuori per qualche giorno. Insomma, la memoria è sempre viva!

QUATTRO SALTI NEL FOLKLORE 2° parte


QUATTRO SALTI NEL FOLKLORE 3° parte


Quattro Salti nel FOLKLORE parte 1°





"Quattro salti nel foclore a cura di Rocco Donatelli.... Musiche e commenti della tradizione popolare partenopea.

mercoledì 19 agosto 2015

Bovino, Le fontane lungo la strada regia delle Puglie A l'acqua de la fonte canto popolare Pago Veiano


Scanderbeg, un eroe leggendario




Appello di Skanderbeg sulla mura di Kruja

LIBERO POPOLO DI KRUJA

Questo vessillo è tinto del nostro sangue, e rossa è la libertà che state conquistando a costo di molte vite.
Non lasciate che lo sconforto si impadronisca dei vostri animi, poiché di fronte alla difficoltà più insormontabili, che la tempra del nostro popolo, ci spinge là dove anche i più valorosi arretrerebbero.
Dio vuole che la terra dei nostri Padri, ritorni ad essere libera, e saremo noi a renderla tale.
Fratelli, poiché abbiamo giurato che nessuno dei saraceni, varcherà in armi la porta della nostra città.
Abbiamo piegato i guerrieri più potenti della terra, e di ciò gioite in quanto essi ci temono.
Il segno che attendevo è giunto, ed ora ho la certezza che sarà il soffio celeste a gonfiare i nostri vessilli
Aquile di Kruja, S. Giorgio ha voluto farmi in dono una spada, e, finché ho fiato e sangue da versare, finché l'ultimo valoroso avrà il cuore di avanzare al mio fianco, vi guiderò in battaglia e carica dopo carica, annienteremo ogni residua speranza del turco, di porre la falce di luna sui bastioni di Kruja.
Su quelle stesse mura noi li schiacceremo per la nostra gloria e per la libertà.


Dal Romanzo “corsa a levante”di Vincenzo Cortese




Paolo Rossi "racconta" l'Albania





ALBANIA RACCONTATA DA PAOLO ROSSI



Le stesse sensazioni ho vissuto in Albania nei miei viaggi....

Scaffale d'autore: presentazione del libro: Mi prendo per la gola e dimagrisco. Vittorio Roberti e Nicola Prebenna




      Come accade a Greci, nella verde Irpinia, paese arbereshe, dove ''le case racchiuse in una mano hanno odore di Mediterraneo e di Albania.
      Corridoi tra i vicoli. La gente sa guardare negli occhi ed ha carenze antiche. Una danza nelle parole. Un tintinnio di suoni''. Sono case di pietra, un susseguirsi di angoli che tagliano strade.
      Vi si cammina a passo, piano piano. Malinconia nelle voci, mentre la protettrice è la Madonna di Caroseno, giunta a Greci con gli albanesi in fuga: ''Sembra un sogno ma questo paese è realtà. Scanderbeg è nella coscienza di questo mondo contadino che offre senza timore una identità sommersa.
      Non ci sono statue o busti. L'eroe albanese è' nella loro storia. E' nel loro raccontare origini e destino. Greci non è un popolo in fuga. È una civiltà che resiste''. Umanità profonda nella storia di un popolo. Un paese di infanzia e di favole dimenticate.


      PIERFRANCO Bruni Na thotë 'TË Arbëreshë aventurën, jetonte në Mesdhe


Scaffale d'autore
presentazione del libro:
Mi prendo per la gola e dimagrisco.
di Vittorio Roberti e Nicola Prebenna.

Nell'estate dell'Irpinia, tra le tante proposte cuturali e di promozione della lettura, tra balze e dirupi, continua l'itinerario di assaggi "culturali" con libri utili che propongono anche cambiamenti di stili di vita e di sobrietà, come raccomanda Papa Francesco nella recente enciclica "Laudato Sì".
Anche la splendida cittadina arbreshe, con le sue suggestioni e la caratteristica accoglienza tipica albanese, ospita nel palazzo Caccese, casa e museo della cultura mediterranea,(la bellissima mostra permanente, dono di Giuseppe Vedovato), diventa così un agorà di simposio dove autori di libri e cittadini, conversano sulle tematiche le più svariate.
Giunge perciò utile e fruttuosa nonché "gustosa" prende per la gola e dimagrisco, dove la dieta mediterranea ne fa la padrona e in verità fa bene anche alla salute.

Così arte, cultura, dieta mediterranea si sposa in questo tipico centro albanese, dagli stretti vicoli, dal panorama stupendo, dalle tradizioni albanesi, che proprio in questi giorni apre le sue porte alla tradizione del "dramma di S. Bartolomeo"- opera dell'Abate Luigi Lauda 1816-1886.

La bellezza si sposa con la tipicità del genio femminile grecese, icona rappresentata dalla signorilità ed avvenenza delle donne grecesi dai2 grandi occhi e dal nero crine" - Parzanese e dal dinamico sindaco Donatella Martino che introdurrà l'incontro.

Interverranno al dibattito:
Arch. Donatella Martino, Sindaco di Greci;
Ing. Carmine Famiglietti, Presidente comunità Montana Ufita;
Dott. Michele Ciasullo, Presidente Università Popolare dell’Irpinia;
Prof. Nicola Prebenna, Coautore del libro;
Dott. Vittorio Roberti, Coautore del libro.

sabato 9 maggio 2015

clero illustri di Greci 1. Gerardo Conforti

CONFORTI Gerardo

(Greci, 18 agosto 1863 – 30 maggio 1928)


La famiglia Conforti, originaria di Calvanico (Sa), è nota per aver annoverato tra i suoi componenti prestigiose personalità: il filosofo Gian Francesco Conforti (1743-1799), abate e martire della rivoluzione napoletana del 1799, e Luigi Conforti, poeta e scrittore di chiara fama, fratello di don Gerardo Conforti.
La casata è menzionata, fin dal secolo XVIII, per l’arte dello scalpello e per aver realizzato stupendi portali ed opere architettoniche oltre che a Calvanico anche in Irpinia.
Il capostipite della famiglia originaria di Calvanico, Giuseppe (1791-1857), figlio di Luigi e Maria Vittoria Conforti, praticava infatti la professione di scalpellino ed aveva sposato la signora Angela Franco, che esercitava l’arte di filatrice con propria attività. Da Giuseppe vennero alla luce Raffaele, nato nel 1829, che fu parroco di Calvanico, Filomena e Luigi, padre di d. Gerardo Conforti.
Luigi, a causa della professione di scalpellino e geometra, si trasferì a Greci, dove sposò Luisa De Martino, sorella del celebre p. Leonardo De Martino, poeta e missionario apostolico in Albania, da cui ebbe il figlio Gerardo.
Il giovanetto, avviato alla carriera ecclesiastica, frequentò il seminario vescovile di Ariano e completò la sua formazione conseguendo la laurea in utroque iure. Ordinato sacerdote, celebrò la prima messa nella chiesa parrocchiale di Greci nel 1886, in concomitanza con la solenne incoronazione della Madonna del Caroseno da parte del Capitolo Vaticano. Dopo aver insegnato nel seminario arianese, passò a quello di Corigliano Calabro divenendone direttore. Il Conforti, nipote e degno allievo dello zio P. De Martino, ha avuto il merito di aver fatto da ponte tra l’Albania e le comunità italo-albanesi d’Italia. Ha fatto conoscere in Europa la questione culturale, letteraria, politica e religiosa albanese. Il suo motto era: “L’Albania, unificata dalla lingua e riscattata dal servaggio delle potenze europee, indipendente dal dominio degli stranieri”. È stato un fervente animatore del movimento politico per l’indipendenza della nazione albanese, sollecitando anche il celebre De Rada. Ha promosso i comitati Albanesi delle Calabrie e di Napoli dal 1895 al 1904. La sua attività pubblicistica è stata incessante e prolifica, ma quasi tutta la sua produzione giornalistica è raccolta nella corposa monografia L’Albania e gli Stati balcanici, pubblicata nel 1901.
Il teologo Conforti è stato, inoltre, rettore dei seminari di Cassano e di Cariati, ed anche in questa veste volle rispondere in maniera concreta al grido di De Rada che rivendicava l’indipendenza dell’Albania e la definizione della questione della lingua albanese. Sotto la presidenza dello stesso De Rada si formò un comitato provvisorio e si stabilì di organizzare il 1° Congresso italo-albanese delle Calabrie. Gli altri protagonisti erano lo stesso Conforti, l’abate Luigi Lauda di Greci, il sac. Antonio Argondizza, il prof. Angelo Ferrara di Frascineto, il dott. Agostino Ribecco di Spezzano Albanese. Il Congresso elesse l’on. Francesco Crispi come presidente onorario, Girolamo De Rada, presidente effettivo, l’abate Luigi Lauda, vicepresidente, segretari Gerardo Conforti, Antonio Ferrari e Agostino Ribecco.
Il Nostro volle promuovere, insieme al suo concittadino avv. Gennaro Lusi, anche l’istituzione di un nuovo comitato politico albanese in Napoli. Sul “Pungolo parlamentare” del 25 febbraio 1897, scrisse un vibrante appello affinché il costituendo comitato potesse propugnare i principi di nazionalità del popolo albanese, e nel contempo, molto abilmente, riuscì ad appianare la controversia circa la coesistenza dei comitati italo-albanesi, riconoscendo al congresso calabro una missione linguistico-letteraria, mentre al congresso napoletano quella prettamente politica. Il consiglio direttivo del comitato partenopeo fu composto dal presidente marchese Giovanni Castriota D’Auletta, Pasquale Turiello vice presidente, P. Leonardo De Martino vice presidente delegato, consiglieri avv. Gennaro Lusi e Gerardo Conforti. Tra le iniziative da intraprendere figurava anche l’invio di una lettera al governo presieduto da Francesco Crispi per l’istituzione di una cattedra di lingua e letteratura albanese presso il Regio Istituto Orientale di Napoli. Organo ufficiale del comitato era la rivista “La Nuova Albania”, di cui Conforti fu il redattore e l’avv. Gennaro Lusi, giornalista brillante, il direttore. Le annate quasi complete sono custodite presso la Biblioteca Nazionale di Firenze (di cui lo scrivente conserva i microfilm).
D. Gerardo Conforti, oltre a collaborare con vari scritti ai principali organi di stampa nazionale e internazionale, mise in piedi una fitta rete di relazioni con politici e uomini di cultura del tempo, tra cui la baronessa Dora d’Istria, pseudonimo della scrittrice Elena Ghjca, con la quale ebbe una interessante corrispondenza.
L’Albania e gli Stati balcanici raccoglie il corpus degli scritti sulla nazione albanese; nell’opera vi sono importanti contributi per la conoscenza e lo sviluppo delle problematiche connesse all’indipendenza albanese e alla questione linguistica. Gli stessi scritti furono pubblicati su “La libertà” (1898) e sue corrispondenze apparvero anche sul “Pungolo” di Napoli (24 e 25 dicembre 1897), “La Perseveranza” di Milano (9 maggio 1897), il “Mattino” e il “Roma” di Napoli (1897), l’“Osservatore Cattolico” (n. 19, del 25 maggio 1899).
Presso gli eredi di D. Conforti, famiglia Abbatangelo-De Maio di Greci e dott. Ugo De Maio, si conservano alcuni autografi, opuscoli e un album fotografico di notevole importanza storica. La famiglia di Gerardo Conforti di Galvanico (Sa) custodisce altro materiale inedito circa l’origine della famiglia.
D. Conforti ha lasciato anche una piccola monografia su Greci, del 1922, e diversi scritti di letteratura albanese. Sacerdote attento e premuroso, ha sempre mantenuto rapporti cordiali con Ariano: pur facendo parte del clero della diocesi di Benevento, si fece incardinare nella diocesi di Ariano e da giovane lesse nel duomo vari panegirici. Prima di morire volle persino donare la sua biblioteca al seminario diocesano arianese. Espresse, infine, il desiderio di voler ricostruire la chiesetta di S. Rocco presso lo scalo di Greci e si riservò di donare alla parrocchia di Greci la campana della stessa cappella, qualora venisse ricostruita, ed un suo calice.
Un importante contributo per la conoscenza della feconda attività politica e culturale di D. Gerardo, per la questione della nascita e dell’indipendenza dell’Albania, è stato offerto dagli altri  arbreshë di Greci. In questo senso, oltre al teologo Conforti, vanno ricordati P. De Martino, Luigi Lauda, Gennaro Lusi che hanno dato un valido sostegno all’opera letteraria e politica del vate arbreshë Girolamo De Rada (1814-1913)..
Il Conforti si spense a Greci il 30 maggio 1928. La triste notizia fu annunciata dal notiziario diocesano di Ariano, “L’Esiguo”, che pubblicò il necrologio:

Il 30 maggio spirava nel bacio del Signore il Sacerdote D. Gerardo Conforti. Nativo di Greci (Archidiocesi di Benevento) veniva incardinato nella nostra diocesi dal Vescovo mons. Trotta. Laureatosi in teologia e diritto canonico, insegnò per qualche tempo nel nostro seminario con lodevolissimo pensiero, degno di essere imitato, lasciò in parte i suoi libri al medesimo istituto. Preghiamo per la sua anima benedetta.”

L’elogio più sentito è stato formulato da Francesco Crispi, (1818-1901),  anch’egli arbrëshë della Sicilia  che scrisse:

E’ stato il primo di questo secolo a insorgere vigorosamente  contro la tirannide straniera”. Il Conforti fu certamente la fervida testimonianza di un etnia (quella albanese) fortemente sentita nelle colonie  italo-albanesi dell’Italia meridionale, che all’interno della lega di Prizren, è stata una delle motivazioni ideologiche che hanno portato alla compattezza, alla solidarietà dell’unità nazionale albanese, che ha forzato la mano alle potenze europee affinché i diritti del popolo albanese fossero completamente riconosciuti.

Opere: Il Papa maestro di verità, discorso recitato nel duomo di Ariano per le feste giubilari del pontefice Leone XIII, Ariano 17 febbraio 1893, Tip. Economico-Sociale G. Marino, Ariano 1893, pp. 17; L’Albania e gli Stati balcanici, Tip. Ammirato, Lecce 1901; Giuseppina Knorr – profili albanesi, (s.n.t.); S. Giorgio e la questione albanese, (s.n.t.); Questione macedone o albanese?, Panzini, Napoli 1904; Per la morte di Giovanni De Majo, Tip. del Tricolle & Riccio, Ariano 1905; Albania neutrale, Tip. Vitale, Napoli (s.d.); Problema Albanese, Tip. Artigianelli, Napoli (s.d.); Memorandum sui diritti e sui confini dell’Albania. Voti degli Italo-Albanesi presso la Conferenza della Pace, s.n.t., pp. 3; Appunti di storia cronologica di Greci, Tip. degli Artigianelli, Napoli 1922 (2a ed., Arti Grafiche De Ieso, Casalbore 2005, pp. 63.

Bibliografia: V.G. Sammarra , a cura di,  “Ili Arbresvet (La stella degli Albanesi)”,  diretta da Antonio Argondizza, nn. 1-4, 1896-1897, (rist. Mario Guidi Arti Grafiche, Cosenza 1984), pp. 3, 5, 7, 8, 40, 49;La Nuova Albania” – Organo del comitato politico italo-albanese di Napoli, Napoli 1898-1906; “L’Esiguo” – Bollettino ufficiale per gli atti di Curia vescovile di Ariano di Puglia, Ariano 1928, IX, n. del 30 giugno 1928, p. 155; M. Camaj, La parlata albanese di Greci in provincia di Avellino, Firenze 1971, pp. 1-5 (o p. 5?); E. Koliki, Racconti popolari, Firenze 1970, pp. 1e segg.; G. Laviola, Società Comitati e Congressi Italo-Albanesi dal 1895 al 1904, Cosenza 1974, pp. 11 e segg.; B. Zoccano, Greci [sub voce], I Dauni Irpini, la mia gente, la mia terra, Napoli 1990, pp. 123-127; G. Orsogna, Greci, in La Valle del Miscano, progetto itinerari turistici Campania interna, vol. II, Avellino 1995, pp. 224-253 e bibliografia, pp. 298-299; M. Norcia, Gli Arberesh di Greci per la nascita della nazione albanese, in “Rilindhia”, Organ I Lidhjes  Italiane e Minoritetit Arbëresh, - Atti del Convegno 1912 :nascita di una nazione contributo degli Arbëreshë per l’indipendenza dell’Albania, Castrovillari, 31 gennaio 1988,   a. V n. ¼,  Cosenza, 1988, pp. 17-26 ; E. Monaco, (a cura di ), AA.VV.,  Greci, tradizioni e cultura arbëreshë in Campania, Ariano 2002, pp. 1, 97 ;P. Bruni, cur., Arbëreshë: cultura e civiltà di un popolo, Quaderni di Libri e Riviste d’Italia n. 53, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma 2004, p. 233; AA.VV.,  Greci, un centro davvero suggestivo: storia, tradizioni, gastronomia, Tip. Lucarelli, Ariano 2000, pp. 1 e 14 .

(Giovanni Orsogna)

Conforti Gerardo
(Grekët, Greci-Katundi  18 gusht 1863 – Sarno (Sa)30 maj 1928)
                       
Familja Conforti, fillimisht nga Calvanico (SA), është i njohur për të kanë numëruar në mesin e anëtarëve të saj personalitete prestigjioze: Filozofi Gian Francesco Conforti (1743-1799), abati dhe dëshmor i revolucionit napolitan e 1799, dhe Luigi Conforti, poet dhe shkrimtar i njohur, vëllai i Don Gerardo Conforti.
Shtëpia është e përmendur, që nga shekulli i tetëmbëdhjetë, për artin e daltë dhe duke shënuar portaleve të bukura dhe veprat arkitekturore mirë në Calvanico në Irpinia.
Themeluesi i familjes fillimisht nga Calvanico, Jozefit (1791-1857), i biri i Louis dhe Maria Vittoria Conforti, në fakt praktikuar profesionin e gurgdhendës dhe ishte martuar me zonjën Angela franko, i cili praktikuar artin e flutur me biznesin e saj. Jozefi erdhi në dritë Raffaele, i lindur në 1829, i cili ishte pastor i Calvanico, Filomena dhe Luigi, babait d. Gerardo Conforti.
Luigi, sepse profesionin e gurgdhendës dhe topograf, ai lëvizi për të grekëve, ku ai martuar Luisa De Martino, motra e p famshme. Leonardo De Martino, poet dhe misionar apostolik në Shqipëri, me të cilët ai kishte djalin e tij Gerard.
I riu, ka filluar një karrierë kishtare, ai mori pjesë në seminarin e Ariano dhe përfunduar arsimin e tij të diplomimit në jure utroque. Shugurua prift, kremtoi Meshën e parë në kishën e famullisë së grekëve në 1886, që përkon me kurorëzimin solemn të Zonja jonë e Caroseno nga ana e Kreut të Vatikanit. Pas mësim në Ariano seminarit, u ngrit që të Corigliano Calabro u bërë drejtor i saj. Conforti, nipi dhe nxënës i denjë i xhaxhait të tij P. De Martino, pati meritën e ka bërë një urë mes Shqipërisë dhe Italo-shqiptare të Italisë. E ka bërë të njohur në Evropë çështjen e kulturës, letrare, politike dhe fetare shqiptare. Motoja e tij ishte: "Shqipëria, të bashkuar me gjuhën dhe të çliruar nga skllavëria e fuqive evropiane, të pavarura nga domenin e të huajve." Ai ishte një promotor i flaktë i lëvizjes politike për pavarësinë e kombit shqiptar, duke i bërë thirrje gjithashtu e famshme De Rada. Komitetet promovuar shqiptarët e Kalabrisë dhe Napoli nga 1895 deri në 1904. gazetarisë së Tij të biznesit ishte i pandërprerë dhe pjellor, por shumica e prodhimit të tij gazetaresk është mbledhur në monografi i dendur Shqipërisë dhe Shteteve të Ballkanit, botuar në 1901.
Teolog Conforti ishte gjithashtu rektor i seminaret e Cassano dhe Cariati, dhe në këtë funksion ai donte të përgjigjet konkretisht për të britmës së De Rada që kërkonin pavarësinë e Shqipërisë dhe përkufizimin e çështjes së gjuhës shqipe. I kryesuar nga De Rada formuar një komitet të përkohshëm dhe vendosën të organizojnë 1 Kongresit italo-shqiptar të Kalabrisë. Karakteret e tjera ishin të njëjta Conforti, Abbot Luigi Lauda e grekëve, sac. Antonio Argondizza, prof. Angelo Ferrara Frascineto, Dr. Augustine Ribecco Spezzano shqiptar. Kongresi zgjodhi Hon. Francesco Crispi si president nderi, Jerome De Rada, presidenti efektiv, abati Luigi Lauda, ​​nënkryetar, sekretar Gerardo Conforti, Antonio Ferrari dhe Augustini Ribecco.
Tonë të kërkuar për të promovuar, së bashku me avokatin e tij shokët. Gennaro Lusi, duke përfshirë krijimin e një komiteti të ri politik shqiptar në Napoli. On "Sting parlamentar" i 25 Shkurtit 1897 ai shkroi një apel të gjallë që Komiteti mund të përbëjë avokatit parimet e kombësisë së popullit shqiptar, dhe në të njëjtën kohë, shumë cleverly, ai arriti të kapërcyer polemika në lidhje me bashkëjetesën e komiteteve Italo-Shqiptare, duke njohur CALABRO kongres një mision gjuhësore dhe letrare, ndërsa Kongresi napolitan që thjesht politik. Këshilli Drejtues i Komitetit ishte i përbërë nga presidenti napolitan markez Giovanni Castriota D'Auletta, nënkryetar Pasquale Turiello, P. Leonardo De Martino zëvendës president ekzekutiv, këshilltarëve avokat. Gennaro Lusi dhe Gerardo Conforti. Ndër nismat që do të ndërmerren me motive madje duke dërguar një letër qeverisë së kryesuar nga Francesco Crispi për krijimin e një karrige të gjuhës dhe letërsisë shqipe në Institutin Mbretëror të Lindjes Napolit. Organ zyrtar i komitetit ishte revista "New Albania", e cila Conforti ishte redaktor dhe avokat. Gennaro Lusi, gazetar i shkëlqyer, drejtor. Të vintages pothuajse të plotë janë mbajtur në Bibliotekën Kombëtare të Firences (i cili shkrimtar mban mikrofilm).
D. Gerardo Conforti, si dhe të bashkëpunojnë me shkrime të ndryshme në organet kryesore të shtypit kombëtar dhe ndërkombëtar, të vënë një rrjet të fortë të marrëdhënieve me politikanëve dhe intelektualëve të kohës, duke përfshirë edhe Baronesha Dora d'Istria, pseudonimin e shkrimtarit Elena Ghjca, me të cilin ai kishte një korrespondencë interesant.
Shqipëria dhe Shtetet e Ballkanit mbledh korpusin e shkrimeve mbi kombin shqiptar; punojnë atje janë kontribute të rëndësishme për njohuritë dhe zhvillimin e çështjeve që lidhen me pavarësinë e Shqipërisë dhe çështjen e gjuhës. Të njëjtat Shkrimet janë botuar në "Liria" (1898) dhe korrespondenca e tij u shfaq edhe në "Sting" në Napoli (24 dhjetor dhe 25 1897), "Këmbëngulja" i Milanos (9 maj 1897), "Morning" dhe "Roma" e Napolit (1897), '' Observer Katolike "(n. 19 i 25 majit 1899).
Në trashëgimtarëve të d. Conforti, familja Abbatangelo-De Maio e grekëve dhe dr. Ugo De Maio, mban disa autografe, broshura dhe një album foto të një rëndësie të konsiderueshme historike. Familja e Gerardo Conforti i panatyrshëm (SA) përmban materiale të tjera të pabotuar në lidhje me origjinën e familjes.
D. Conforti gjithashtu la një monografi të vogël për grekët, 1922, dhe shkrimet e tjera të letërsisë shqipe. Prifti i vëmendshëm dhe i kujdesshëm, ka ruajtur gjithmonë marrëdhënie të përzemërta me Ariano: edhe pse një pjesë e klerit të dioqezës së Benevento, u incardinated në Dioqezën e Ariano dhe të rinj të lexoni në Katedralen Panegjirikët ndryshme. Para se të vdiste ai donte të jap edhe bibliotekën e tij në seminar dioqeziane e Ariano. Shprehur, më në fund, dëshira për të rindërtuar kishën e Shën Rocco në aeroportin e grekëve dhe është i rezervuar për të dhuruar në famullinë e grekëve zile e të njëjtit kishëz ku është rindërtuar, dhe kupën e tij.
Një kontribut i rëndësishëm në njohjen e plotë të aktivitetit të frytshëm politik dhe kulturor të D. Gerardi, për çështjen e lindjes dhe të pavarësisë së Shqipërisë, u ofrua nga arbreshe tjetër të grekëve. Në këtë kuptim, përveç teologut Conforti, duhet përmendur P. De Martino, Luigi Lauda, ​​Gennaro LUSI i cili i dha mbështetje të vlefshme për punën e letrare dhe politike poetit arbreshe Girolamo De Rada (1814-1913) ..
Conforti vdiq në Grekët –Greci,  30 Maj 1928. Lajm i trishtuar u njoftua nga lajmet e Ariano dioqeziane, "Vlera e Vogël", e cila botuar nekrologji:

30 Maj frynte në puthje e Zoti Prifti D. Gerardo Conforti. Grekët Native (Kryedioqeza e Benevento) është incardinated në dioqezën tonë nga Peshkopi Mgr. Trotta. Ai u diplomua në teologji dhe ligjit kanun, ai mësoi për një kohë në seminarin tonë me mendimin lavdërueshëm, të denjë për imitim, ai la disa nga librat e tij në të njëjtin institucion. Le të lutemi për shpirtin e tij të bekuar. "

Falënderimi më shumë 'dëgjuar ishte formuluar nga Francesco Crispi, (1818-1901), gjithashtu arbreshe nga Sicilia, i cili shkroi:

"Kjo ishte e para e këtij shekulli të rritet fuqishëm kundër tiranisë së huaj." Conforti ishte sigurisht dëshmi i zjarrtë i një etnike (shqiptar) ndjerë fort në kolonitë italiane-shqiptare të Italisë jugore, që në kuadër të Lidhjes së Prizrenit, ishte një nga motivet ideologjike që çuan në kompaktësinë, solidariteti i Uniteti 'shqiptar kombëtar, e cila ka detyruar dorën të fuqive evropiane që të drejtat e popullit shqiptar janë të njohura plotësisht.”

Punon: mësues Papa i së vërtetës, fjalim recituar në katedralen e Ariano për partitë jubileut të Papa Leo XIII, Ariano 17 shkurt 1893, Tip. Ekonomik-Social G. Marino, Ariano, 1893, f. 17; Shqipëria dhe Shtetet e Ballkanit, Tip. Admiruar, Lecce në 1901; Giuseppina Knorr - Profilet e shqiptarëve (s.n.t.); St George dhe çështja shqiptare, (s.n.t.); Maqedonas apo çështja shqiptare, Panzini, Napoli 1904?; Për vdekjen e John De Majo, Tip. Tricolle & Riccio, Ariano 1905; Shqipëria neutral, Tip. Vitale, Napoli (S.D.); Problemi shqiptar, Tip. Artigianelli, Napoli (S.D.); Memorandumi mbi të drejtat dhe kufijve të Shqipërisë. Votat e italo-shqiptarëve në Konferencën e Paqes, SNT, f. 3; Vë në dukje historinë kronologjike të grekëve, Tip. Punëtorët, Napoli 1922 (ed 2., Art Graphic De Ieso, Casalbore 2005, f. 63.

Bibliografia: V.G. Sammarra, eds, "Ili Arbresvet (ylli i shqiptarëve)" revistë? e drejtuar nga Antonio Argondizza, pn. 1-4, 1896-1897, (Rist. Mario Guidi Arte Grafike, Cosenza 1984), f. 3, 5, 7, 8, 40, 49; "New Albania" - Organ i komitetit politik italo-shqiptare e Napolit, Napoli 1898-1906; "Vlera e vogël" - Gazeta zyrtare për aktet e Curia peshkopi i Ariano di Puglia, Ariano 1928, IX, n. 30 qershor 1928, f. 155; M. Camaj, Grekët e folura shqiptare në provincën e Avellino, Firence 1971, f. 1-5 (ose p 5.?); E. KOLIKI, Tales Popular, Firence 1970, f. 1 et seq.; G. LAVIOLA, Komitetet e kompanisë dhe Kongresi Italo-shqiptarët 1895-1904, Cosenza 1974, f. 11 et seq.; B. Zoccano, grekët [sub artikull], unë Dauni Irpini, populli im, vendi im, Napoli 1990, f. 123-127; G. ORSOGNA, grekët, në The Valley Miscano, itineraret e projektit brendësi Campania, vol. II, Avellino 1995, f. 224-253 dhe referenca, f. 298-299; M. Norcia, Arberesh e grekëve për lindjen e kombit shqiptar, në "Rilindhia" The organeve Lidhjes se italisht dhe Minoritetit arbëreshët, - Procedura e Konferencës 1912: Lindja e një kombi 'kontributeve arbëreshët për pavarësinë e Shqipërisë, Castrovillari , 31 janar, 1988 a. V n. ¼, Cosenza, 1988, f. 17-26; MONAKO E., (ed), autorë të ndryshëm, grekët, traditat dhe kultura arbëreshë në Campania, Ariano 2002, f. 1, 97; P. . Bruni, ed, Arbëreshët: kultura dhe qytetërimi i një populli, fletoret libra dhe revista e Italisë. 53, Ministria e Trashëgimisë dhe Kulturës, Romë 2004, f. 233; Autorë të ndryshëm, grekët, një shëndet të vërtetë mbresëlënëse: historia, traditat, gastronomi, Tip. Lucarelli, Ariano 2000, f. 1 dhe 14.

(Gjoni Orsogna)


lunedì 6 aprile 2015

Exultet





"Il termine Exultet corrisponde alla prima parola del canto liturgico che, dall'alto del pulpito, veniva intonato dal diacono nel corso della cerimonia della notte del Sabato Santo .Il testo e la melodia dell'Exultet furono più volte trascritti tra il X e il XIV secolo su rotoli formati da più fogli di pergamena cuciti insieme.
L'origine di questa pratica è attestata quasi esclusivamente in ambito meridionale ed è forse da ricercarsi nei cosiddetti libelli: piccoli libretti composti da uno o più quaternioni destinati alla celebrazione di determinate festività o di particolari azioni liturgiche (il rito di investitura sacerdotale, l'unzione dei malati ed altro).
Essi erano molto diffusi nel medioevo e costituivano manufatti estremamente semplici e di modesto valore.
Di conseguenza, nelle celebrazioni più importanti, venivano talvolta sostituiti da esemplari assemblati nella più nobile forma di rotolo.
L'adozione di questa inconsueta tipologia libraria a fini liturgici richiamava infatti le forme dei papiri dell'antichità.
Essa fu però probabilmente suggerita nel Meridione anche dalla conoscenza dei riti della chiesa greco-orientale.
Questi ultimi prevedevano l'utilizzo di rotoli manoscritti, denominati kontakia, forse già nel V-VI secolo e comunque sicuramente nell'VIII-IX secolo.
La loro conoscenza dovette avvenire in ambito beneventano-cassinese grazie ai monaci italo-greci che, nei secc X-XI, trasmigrarono dalle Calabria e la Sicilia verso la Campania e il Lazio meridionale.
E' infatti nell'area beneventana che compaiono i primi esemplari di rotoli di Exultet.
In quanto genere creato ad hoc, l'Exultet non si conforma ad una tipologia illustrativa già esistente, ma è frutto di una vera e propria invenzione iconografica elaborata intorno al X secolo.
Per questo motivo le decorazioni non seguono uno schema predefinito, ma compongono un ciclo variabile che prevede l'illustrazione di soggetti diversi.
Essi sono sostanzialmente riconducibili a tre ambiti tematici connessi al testo e alla liturgia pasquale: la storia sacra, le cerimonie liturgiche - le più ricorrenti mostrano il diacono che riceve il rotolo dal vescovo, accende il cero pasquale, o recita l'orazione dall'ambone - e i ritratti di contemporanei.
Anche per la traduzione visiva del medesimo concetto vengono inoltre proposte differenti soluzioni.
Ad esempio, l'allegoria della terra, Tellus, chiamata a celebrare la Resurrezione, può essere ritratta in veste di donna riccamente abbigliata, oppure come una figura, o come Cristo in trono con gli animali; la figura della Mater Ecclesia è invece talora indicata dalla comunità dei fedeli raccolti intorno al Vescovo, altre volte da una figura di donna, o da ulteriori varianti.
Le scene bibliche sono numerose e tratte per lo più dal Nuovo Testamento.
Fanno eccezione pochi temi, quali la salvazione delle primogeniture israelitiche, il peccato originale, il passaggio del Mar Rosso, che si ispirano ai brani del Genesi e dell' Esodo contenuti nel Vecchio Testamento.
Una delle immagini ricorrenti è quella introdotta a corredo della Laus Apium, l'elogio delle api.
Essa segue diverse varianti dettate dagli specifici orientamenti dei miniatori: talvolta assume un carattere fortemente simbolico o decorativo; altre volte è improntata alla narrazione vivace e mostra gli sciami che volano per i campi e i contadini che raccolgono il miele e la cera.
L'Exultet si concludeva con le commemorazioni liturgiche, spesso accompagnate dal ritratto solenne e stereotipato dei personaggi politici e religiosi evocati."

KANUN - IL SANGUE E L'ONORE





La storia di Hil Vila e Nok Nika, due uomini albanesi legati alla gjakmarrja, la vendetta di sangue. La gjakmarrja è una delle tante norme del Kanun, un codice molto antico che regolamenta la vita etico-sociale delle persone.

Secondo il Kanun l'integrità dell'onore è importante quanto la vita stessa. Spesso è un'offesa a provocare un'uccisione che, a sua volta, da inizio alla gjakmarrja. L'omicida "cade in sangue" con la famiglia dell'ucciso e, se tra le due parti non interviene la pace, inizia la faida. Chi non ottiene il perdono diventa 'ngujuar, inchiodato, ovvero costretto a rimanere chiuso in casa per paura di subire la vendetta della famiglia con cui è in sangue.

La famiglia di Hil si è macchiata dell'omicidio di Antonio Preka, è diventata 'ngujuar e, dopo aver inviato mediatori per 14 anni, ha ottenuto il perdono. La famiglia di Nok, invece, colpevole di aver ucciso Ferdinand Preka, non ha ancora pacificato il sangue e, da oltre 11 anni, è costretta ad essere 'ngujuar.

Quando Hil e Nok sono diventati inchiodati, hanno sofferto molto, si sono sentiti demoralizzati e qualsiasi aspetto della vita quotidiana è diventato difficile e complicato. Non potendo lavorare, hanno vissuto in una ristrettezza economica  e in un'alienazione sociale che li ha segnati profondamente.

Questa vicenda s'interseca con il racconto di altri due personaggi che, da molti anni, svolgono il delicato ruolo di mediatori e cercano di risolvere questi conflitti, portando la pace tra le famiglie in sangue. Il primo è Adem Isufi, pacificatore di fede musulmana, e l'altro Kol Tom Kola, pacificatore cattolico.

I loro racconti descrivono com'era il Kanun un tempo e com'è cambiato oggi, spiegando non solo gli aspetti negativi, ma raccontando anche i fondamenti positivi, come il rispetto, l'onore e la nobiltà d'animo.

Il documentario racconta il Kanun nella sua complessità, dalle origini al periodo della dittatura comunista, per arrivare fino ai suoi sviluppi moderni e al rapporto del codice con la legge statale.

 KANUN: Il sangue e l'onore
 KANUN: Il sangue e l'onore
 KANUN: Il sangue e l'onore
Video documentario Turistico/Culturale in DVD
(DVD5 Video PAL)

DESCRIZIONE: La storia di Hil Vila e Nok Nika, due uomini albanesi legati alla Gjakmarrja, la vendetta di sangue. La Gjakmarrja è una delle tante norme del Kanun, un codice molto antico che regolamenta la vita etico-sociale delle persone. Secondo il Kanun l’integrità dell’onore è importante quanto la vita stessa. Spesso è un’offesa a provocare un’uccisione che, a sua volta, da inizio alla Gjakmarrja. L’omicida “cade in sangue” con la famiglia dell’ucciso e, se tra le due parti non interviene la pace, inizia la faida. Questa vicenda s’interseca con il racconto di altri due personaggi che, da molti anni, svolgono il delicato ruolo di mediatori e, attraverso interminabili trattative, cercano di risolvere questi conflitti, portando la pace tra le famiglie in sangue. I loro racconti descrivono com’era il Kanun un tempo e com’è cambiato oggi, spiegando non solo gli aspetti negativi, ma raccontando anche i fondamenti positivi, come il rispetto, l’onore e la nobiltà d’animo. Il documentario racconta il Kanun nella sua complessità, dalle origini al periodo della dittatura comunista, per arrivare fino ai suoi sviluppi moderni e al rapporto del codice con la legge statale.

Durata: 52’ circa
Formato: DVD5 stereo PAL 16/9 - Colore
Lingua: ITA - ENG
Produzione: 2011 Italia
€ 15,90


Per acquistare il cofanetto DVD vai su RunShop:

http://www.runshop.it/index.php/on-th...

domenica 5 aprile 2015

Letture Pier Franco Bruni

Letture....


...la luce è oltre i deserti perché
gli sguardi hanno le vie degli orizzonti
e il mare è la profondità dell'anima...
non cercare l’impossibile quando
i tuoi passi abitano l'invisibile
e gli spazi che porti tra le vie delle mani custodiscono infiniti...
per te che raccogli perle, ricordi e solitudini
la pazienza dell’amore ha il silenzio dei destini,
ma la Terra Promessa non è un porto
e la profezia ha la voce dell'oracolo,
mentre la provvidenza è nel mistero
che incontra l’alchimia...
forse un giorno capiremo,
ma non ha importanza nel tempo delle distanze, 

perché non è necessario capire quando negli occhi c’è l’ascolto e l’ascolto ha il viaggio...


 
Arbereshe - La memoria, i luoghi, i segni, le voci
Bruni Pierfranco (a cura), 2005, Pellegrini Ed.



Per chi vuole conoscere emozioni, sensazioni del mondo italo-albanesi arbreshe, non può farsi scappare il bellissimo testo di di Pie rFranco Bruni, un vaggio nel mito, nella storia dell'enclave albanese dell'Italia meridionale.
Anche Greci-Katundi è stato visitato letterarialmente e con grande finezze poetica.

Pierfranco Bruni racconta 'L'avventura arbereshe, il mediterraneo vissuto



"Come accade a Greci, nella verde Irpinia, paese arbereshe, dove ''le case racchiuse in una mano hanno odore di Mediterraneo e di Albania.
Corridoi tra i vicoli. La gente sa guardare negli occhi ed ha carenze antiche. Una danza nelle parole. Un tintinnio di suoni''. Sono case di pietra, un susseguirsi di angoli che tagliano strade.




Vi si cammina a passo, piano piano. Malinconia nelle voci, mentre la protettrice è la Madonna di Caroseno, giunta a Greci con gli albanesi in fuga: ''Sembra un sogno ma questo paese è realtà. Scanderbeg è nella coscienza di questo mondo contadino che offre senza timore una identità sommersa.
Non ci sono statue o busti. L'eroe albanese è' nella loro storia. E' nel loro raccontare origini e destino. Greci non è un popolo in fuga. È una civiltà che resiste''. Umanità profonda nella storia di un popolo. Un paese di infanzia e di favole dimenticate."

ARBËRESHË - Cultura e civiltà di un popolo
Bruni Pierfranco , 2004, Ist. Poligrafico e Zecca dello Stato Ed.


Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo direttore Coordinatore del Ministero Beni Culturali, già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all'Estero, è presidente del Centro Studi “Grisi”.
Sesso
Uomo
Informazioni personali
Pierfranco Bruni è nato in Calabria. 
Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viaggioisola”, “Per non amarti più”,”Fuoco di lune”, “Canto di Requiem”), racconti e romanzi ( tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, “L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, “Quando fioriscono i rovi”). 
Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo. 
Ha scritto, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni. 
I due segmenti fondamentali che caratterizzano il suo viaggio letterario sono la memoria e la nostalgia. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Tutta la sua poetica vive di queste atmosfere. Non ha mai creduto al realismo in letteratura. Il realismo è cronaca, è rappresentazione, è documento. 
Il simbolo, invece, è mistero. E' metafora, è fantasia, è sogno. Il suo poderoso saggio- racconto dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. I suoi recenti romanzi “Il perduto equilibrio” e “Il mare e la conchiglia” oltre al suo testo di poesie “Ulisse è ritornato” sono stati tradotti in Paesi Esteri.

E’ presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre numerosi incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura nei Paesi Esteri. È responsabile, per conto del MiBAC, del progetto di studio sulle Presenze minoritarie in Italia.