mercoledì 10 agosto 2011

Greci-Katundi,pre sentazione del libro di Domenico Liberato Norcia


mercoledì 10 agosto 2011

Greci-Katundi, Presentazione del libro di Domenico Liberato Norcia



GRECI: Presentazione del libro di

DOMENICO LIBERATO NORCIA,
QUELLO CHE HO CHIESTO ALL’ONOREVOLE ENRICO BERLINGUER TRENT’ANNI FA E QUELLO CHE CHIEDEREI OGGI ALL’INGEGNER SERGIO MARCHIONNE

 

Il libro

Nella sala consiliare “Matteo Martino” di Greci il prossimo 16 agosto alle ore 18,00, viene presentata la seconda opera letteraria dell’Operario sindacalista” Domenico Liberato Norcia,Quello che ho chiesto trent’anni fa all’onorevole Enrico Berlinguer e quello che chiederei all’Ing. Sergio Marchionne, Napoli, 2011, Legma Ed. 108 pp. .
Nel 1980, Liberato Norcia venne alla ribalta nazionale per la pubblicazione del libro-documento: “Io garantito, frammenti di vita e di pensieri di un operaio FIAT”, che fece scalpore per le forti provocazioni narrate in prima persona, una voce isolata ma significativa nel panorama della classe operaia italiana. Era la prima volta che un operaio ebbe la determinazione di alzare la propria voce contro  potenza dei padroni a favore delle problematiche della classe sociale operaia e subalterna .

Il libro è  il racconto di una vita, che,  innestandosi nel tessuto socio-culturale dell’Italia degli anni ’60 e in quello storico del proprio paese di origine: Greci-Katundi, diventa documento storico-antropologico prezioso di interesse locale e nazionale. Questo libro è la dimostrazione concreta di quanto la Storia sia costruita ed intessuta da milioni microstorie in un interscambio continuo come tra microcosmo e macrocosmo.
E’ la testimonianza incarnata della vita di una persona comune, che per dignità, intraprendenza, e  volontà di riscatto assurge ad eroismo, dimostrando come la storia sia frutto dello sforzo corale di tutto un  popolo, e non solo di trattati, di alleanze, di volontà di governi e governanti.
Si tratta di una microstoria intensa, scritta con il cuore e la passione del nostro operaio-artista e poeta  Domenico Liberato Norcia, sotto forma di diario che  ci fa rivivere gli anni intensi, partecipati  del boom economico italiano, durante il quale la  classe operaria,  fu parte attiva in difesa dei diritti delle persone, del lavoro e degli operai della Fiat di Torino fino a toccare le aree delle fabbriche del Sud.
La testimonianza di vita, scritta nel testo è intrigante, coinvolgente ed intensa. Questa microstoria potrebbe essere proposta alle nuove generazioni non solo col fine di rievocare il passato del proletariato italiano, ma anche di rivivere “storie ed usi e costumi di un paese “ dell’entroterra dell’Irpinia.
 L’autore col suo incrollabile ottimismo, sfidando e superando tutte le difficoltà che la vita non facile del secondo dopoguerra, presentava agli italiani di allora può fungere da  stimolo e pungolo per i giovani  a costruire da protagonisti la propria vita, il proprio presente e futuro con la forza incrollabile di  convinzioni costruttive e volontà di riscatto.

Per i corsi e ricorsi storici, il testo risulta oggi attuale  per la drammatica vicenda  di cui gli stabilimenti FIAT sono oggi  vittime a causa della chiusura di quasi tutti gli impianti italiani delocalizzati in aree geografiche dove la manodopera a basso prezzo, o i capitali più pingui offrono un mercato più interessante per i cinici industriali.

Tutto ciò ha fatto sparire in un decennio le conquiste che le lotte operaie, gli scioperi e le battaglie sindacali, hanno costruito nel giro di decenni e di cui  l’operaio Norcia ci parla in questo libro, avendole vissute in prima persona, quale rappresentante sindacale dello  stabilimento FIAT di Torino, i cui operai sostennero e favorirono la costruzione   dell’ IVECO IRISBUS di Flumeri con la solidarietà espressa  attraverso scioperi e manifestazioni di sostegno.
E’ triste per gli operai delle lotte degli anni ’60-’70 come per gli attuali ormai licenziati ed in cassa integrazione veder sfumare un sogno che sembrava essere diventato una concreta e stabile realtà per il nostro Paese: l’industrializzazione dell’Italia.

La storia del  nostro piccolo – grande eroe Norcia ha senz’altro anche una valenza pedagogica per le nuove generazioni a cui difettano proprio quei modelli positivi di maestri e testimoni di vita come quello proposto dal protagonista delll’autobiografia del  Norcia . 

Una vita semplice e normale in cui la quotidianità si intreccia e si fonde con la straordinarietà del momento storico vissuto dall’Italia dal II° dopoguerra, fino agli anni ’60, in cui   l’Italia da “paese povero” è diventata un paese progredito per declinare nel  “povero paese” di oggi.

Grazie Liberato di questa testimonianza di vita “operaia” e di “narrante delle tradizioni arbreshe-irpine”, che questa tua opera  possa contribuire ad   uno scatto di orgoglio per le nuove generazioni affinché ricostruiscano  dalle macerie di oggi un’ Italia dignitosa, fiera e rinnovata, felice per tutti i suoi abitanti italiani, migranti , stranieri.

.

L’Autore

DOMENICO LIBERATO NORCIA
ha scritto un bellissimo (e poetico) racconto di memoria che riassume stralci di vita famigliare e lavora­tiva che riportano usi e costumi dalla campagna alla fabbrica, af­fetti forti e sacrifici come operaio e sindacalista alla FIAT di trent'an­ni fa e di quello che allora chiese all'onorevole Enrico Berlinguer. Racconta, dall'interno, i ritmi os­sessivi alla catena di montaggio, gli impliciti danni psicofisici e vorrebbe chiedere, in una sua chiosa di passaggio che riacciuffa 'attualità, all'ingegner Marchionne se tutto ciò che si era otte­nuto in anni di lotta per una vita più umana, per porre riparo ai ritmi devastanti della DIVISIONE TECNICA DEL LAVORO, non corra il rischio di andare perduto e non si rinnovi, vichiana-mente, una storia che si credeva conclusa.

D. L. Norcia è anche un artista autodidatta, ha come hobby la pittura e la scultura, anche nella grafica denota una particolare predilezione per la ritrattistica e i paesaggi.  Ha organizzato interessanti Mostre di pittura ed arti varie sia nella sua comunità grecese che nella sua cittadina di residenza Vinovo (To). Ha esposto in diverse gallerie  tra cui l’Arsenale della Pace di Torino,  E’ un affabulatore dalla vena poetica, ha raccolto novelle e fiabe sulle tradizioni popolari  grecesi-arbreshe di interesse antropologico.

Nato a Greci (Avellino) nel 1937, emigrato in Germania nel ’60, vive  a Vinovo (To) dal 1969, assunto dalla FIAT come operaio nelle officine della lastratura-carrozzerie di Mirafiori, partecipò alle lotte sindacali del 1969. Quale  delegato e rappresentante  sindacale Fim-Cisl, impegnò la sua vita di azione e di pensiero  al processo dell’unità sindacale. Di sé ama ripetere : “Un uomo non si valuta con la quantità di cose che ha prodotto, ma nel modo in cui si è confrontato con sé stesso e  con gli altri e, tenendo alti i suoi valori e quelli altrui, può sentirsi sereno e orgoglioso”.

Greci,  10 agosto 2011                                           

Nessun commento: