lunedì 20 dicembre 2010

HIRPUSMEPHITIS: Documentario sulla storia dell'Albania del '900 co...

HIRPUSMEPHITIS: Documentario sulla storia dell'Albania del '900 co...: "http://www.hindi.tv/video/RfRT78ccnDg/watch.html Original text: Documentario sulla storia dell'Albania del '900 con le immagini degli arc..."

HIRPUSMEPHITIS: Natale 2010, Meddlie natalizio dedicato a Madre Te...

HIRPUSMEPHITIS: Natale 2010, Meddlie natalizio dedicato a Madre Te...: "Locandina invito del Meddlie Natalizio 2010 Anche la la Scuola primaria di Orneta di Ariano Irpino ha adottato il progetto:Estirpiamo la ..."

mercoledì 15 dicembre 2010

HIRPUSMEPHITIS: IL RICORDO DI JOHANNOWSKY

HIRPUSMEPHITIS: IL RICORDO DI JOHANNOWSKY: "IL RICORDO DI JOHANNOWSKY – Nel dicembre dell'anno scorso si spegneva il carissimo Prof.Werner Johannowsky, una adamantina person..."

sabato 11 dicembre 2010

Una pioggia di "gocce di solidarietà" per l'Albania

La presenza amica
 Che vi raggiunse 30 anni fa
Nell’ora del terribile sisma,
 e ancora con voi in fraterna sintonia
 per contrastare il pauroso smarrimento dei valori.
 + Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano
Il Messaggio di Mons. Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano

Gli Auguri di Renato Cucchiarelli a nome di D,. Antonio 

Una pioggia di “gocce di solidarietà” per l’Albania

Una pioggia di “Gocce di Solidarietà” per l’Albania
SABATO 11 DICEMBRE 2010



In occasione dell’ordinazione diaconale di Giovanni Orsogna e degli altri 3 fratelli diaconi: Antonio 

Pasquale, Antonio Triggianese, e Generoso Colangelo, nella solennità dell’Immacolata Concezione, 

per l’imposizione delle mani del nostro amato Vescovo Giovanni D’Alise, la stagione della 
solidarietà e della rinascita civile, religiosa ed ecclesiale delle comunità toccate dal sisma del 1980, ha trovato un punto di contatto e di rilancio, del gemellaggio.
Una goccia nel mare della sofferenza e della speranza, una fiaccola nuova che arde a testimoniare che gli eventi di grazia dell’amore di Dio, continuano nonostante tutto, con nuove azioni dello Spirito.
Ritorna d. Antonio Sciarra tra di noi, sacerdote fidei donum della diocesi di Avezzano , nella terra dell’Albania, si è cominciato a costruire nuovi ponti di collegamento, nell’azione di “nuova evangelizzazione” e nel prendere nuovi itinerari di solidarietà per combattere il terribile”silenzioso” sisma della distruzione dei valori umani e cristiani.
Che fare dunque!? Ecco questo “vulcanico” sacerdote fidei donum, che ritorna a promuovere insieme a nuove chiese e parrocchie sorelle, protese e provocate dall’azione dello spirito a condividere delle piccole “gocce” di presenza fraterna:
Rocca San Felice, Natale 2010
“I contadini, costretti dalla miseria, coltivano marijuana,
così si diffonde la peste della droga.
 “Iniziativa della Missione Marsicana  in Albania” sradichiamo la marijuana e piantiamo ulivi.

La provvidenziale visita di D. Antonio Sciarra ha portato, il saluto del Vescovo di Avezzano Pietro  Santoro, nel condividere la gioia della stagione del “solleone di grazia della chiesa locale di Ariano Irpino-Lacedonia.  Hanno con diviso alcune parrocchie l’appello degli alberi di ulivo le parrocchie di Madonna di Fatima di Ariano, S. Giovanni Evangelista, S. Vito e Donato di Ariano – Stazione  e Camporeale, la parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo del Comune di Graci, noto paese italo-albanese e arbreshe.
Il Comune e la parrocchia di S. Maria Maggiore di Rocca San Felice –diocesi di S. Angelo Lombardi, comunità di origine del novello diacono Giovanni Orsogna, le scuole primarie di Orneta e Torreamando hanno condiviso ed adottata l’iniziative della Missione Cattolica “Danjel Dajani” di Blinisht, diocesi di Sape (Albania), che D.Antonio ha animato nella rinascita durante la sua presenza di 18 anni di apostolato fidei donum. Oggi D.Antonio è in “panchina” a causa della malattia am che continua a sostenere da Avezzano la missione generata dal carità di tante chiese sorelle e parrocchie, nonché del mondo del volontariato.
Anche l’Associazione RINDERTIMI, organizzazione tecnica operativa ha contribuito alle realizzazione di tante azioni pastorali, civili ed infrastrutture nella martoriata terra delle Aquile. D.Antonio ha partecipato anche alla veglia di preghiera dei diaconi ordinati ed ordinandi nella parrocchia di S.Giovanni Evangelista, animata dal nostro caro parroco P. Marco Di Brita
La comunità rocchese ha accolto con grande affetto e gioia il gruppo dei giovani del coro della parrocchia di S. Vito e Donato di Camporeale, che ha animato la liturgia eucaristica presieduta da D. Antonio, D. Pasquale Di Fronzo in occasione della prima visita alla comunità del neodiacono Giovanni Orsogna.


G. O.


sabato 4 dicembre 2010


La presenza amica
 Che vi raggiunse 30 anni fa
Nell’ora del terribile sisma,
 e ancora con voi in fraterna sintonia
 per contrastare il pauroso smarrimento dei valori.
 + Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano
In occasione dell’ordinazione diaconale di Giovanni Orsogna e degli altri 3 fratelli diaconi: Antonio Pasquale, Antonio Triggianese, e Generoso Colangelo, nella solennità dell’Immacolata Concezione, per l’imposizione delle mani del nostro amato Vescovo Giovanni D’Alise, la stagione della solidarietà e della rinascita civile, religiosa ed ecclesiale delle comunità toccate dal sisma del 1980, ha trovato un punto di contatto e di rilancio, del gemellaggio.
Una goccia nel mare della sofferenza e della speranza, una fiaccola nuova che arde a testimoniare che gli eventi di grazia dell’amore di Dio, continuano nonostante tutto, con nuove azioni dello Spirito.
Ritorna d. Antonio Sciarra tra di noi, sacerdote fidei donum della diocesi di Avezzano , nella terra dell’Albania, si è cominciato a costruire nuovi ponti di collegamento, nell’azione di “nuova evangelizzazione” e nel prendere nuovi itinerari di solidarietà per combattere il terribile”silenzioso” sisma della distruzione dei valori umani e cristiani.
Che fare dunque!? Ecco questo “vulcanico” sacerdote fidei donum, che ritorna a promuovere insieme a nuove chiese e parrocchie sorelle, protese e provocate dall’azione dello spirito a condividere delle piccole “gocce” di presenza fraterna:
“I contadini, costretti dalla miseria, coltivano marijuana,
così si diffonde la peste della droga.
 “Iniziativa della Missione Marsicana  in Albania” sradichiamo la marijuana e piantiamo ulivi.

La provvidenziale visita di D. Antonio Sciarra ha portato, il saluto del Vescovo di Avezzano Pietro  Santoro, nel condividere la gioia della stagione del “solleone di grazia della chiesa locale di Ariano Irpino-Lacedonia.  Hanno con diviso alcune parrocchie l’appello degli alberi di ulivo le parrocchie di Madonna di Fatima di Ariano, S. Giovanni Evangelista, S. Vito e Donato di Ariano – Stazione  e Camporeale, la parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo del Comune di Graci, noto paese italo-albanese e arbreshe.
Il Comune e la parrocchia di S. Maria Maggiore di Rocca San Felice –diocesi di S. Angelo Lombardi, comunità di origine del novello diacono Giovanni Orsogna, le scuole primarie di Orneta e Torreamando hanno condiviso ed adottata l’iniziative della Missione Cattolica “Danjel Dajani” di Blinisht, diocesi di Sape (Albania), che D.Antonio ha animato nella rinascita durante la sua presenza di 18 anni di apostolato fidei donum.
Oggi D.Antonio è in “panchina” a causa della malattia am che continua a sostenere da Avezzano la missione generata dal carità di tante chiese sorelle e parrocchie, nonché del mondo del volontariato.
Anche l’Associazione RINDERTIMI, organizzazione tecnica operativa ha contribuito alle realizzazione di tante azioni pastorali, civili ed infrastrutture nella martoriata terra delle Aquile. D.Antonio ha partecipato anche alla veglia di preghiera dei diaconi ordinati ed ordinandi nella parrocchia di S.Giovanni Evangelista, animata dal nostro caro parroco P. Marco Di Brita .
La comunità rocchese ha accolto con grande affetto e gioia il gruppo dei giovani del coro della parrocchia di S. Vito e Donato di Camporeale, che ha animato la liturgia eucaristica presieduta da D. Antonio, D. Pasquale Di Fronzo in occasione della prima visita alla comunità del neodiacono Giovanni Orsogna.

G. O.
      
 Una pioggia di "gocce di solidarietà" per l'Albania
SABATO 11 DICEMBRE 2010

La presenza amica
Che vi raggiunse 30 anni fa
Nell’ora del terribile sisma,
e ancora con voi in fraterna sintonia
per contrastare il pauroso smarrimento dei valori.
+ Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano

Il Messaggio di Mons. Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano



Gli Auguri di Renato Cucchiarelli a nome di D. Antonio
In occasione dell’ordinazione diaconale di Giovanni Orsogna e degli altri 3 fratelli diaconi: Antonio
Pasquale, Antonio Triggianese, e Generoso Colangelo, nella solennità dell’Immacolata Concezione,
per l’imposizione delle mani del nostro amato Vescovo Giovanni D’Alise, la stagione della
solidarietà e della rinascita civile, religiosa ed ecclesiale delle comunità toccate dal sisma del 1980, ha trovato un punto di contatto e di rilancio, del gemellaggio.
Una goccia nel mare della sofferenza e della speranza, una fiaccola nuova che arde a testimoniare che gli eventi di grazia dell’amore di Dio, continuano nonostante tutto, con nuove azioni dello Spirito.
Ritorna d. Antonio Sciarra tra di noi, sacerdote fidei donum della diocesi di Avezzano , nella terra dell’Albania, si è cominciato a costruire nuovi ponti di collegamento, nell’azione di “nuova evangelizzazione” e nel prendere nuovi itinerari di solidarietà per combattere il terribile”silenzioso” sisma della distruzione dei valori umani e cristiani.
Che fare dunque!? Ecco questo “vulcanico” sacerdote fidei donum, che ritorna a promuovere insieme a nuove chiese e parrocchie sorelle, protese e provocate dall’azione dello spirito a condividere delle piccole “gocce” di presenza fraterna:

Rocca San Felice, Natale 2010
I contadini, costretti dalla miseria, coltivano marijuana,
così si diffonde la peste della droga.
“Iniziativa della Missione Marsicana in Albania” sradichiamo la marijuana e piantiamo ulivi.

La provvidenziale visita di D. Antonio Sciarra ha portato, il saluto del Vescovo di Avezzano Pietro Santoro, nel condividere la gioia della stagione del “solleone di grazia della chiesa locale di Ariano Irpino-Lacedonia. Hanno con diviso alcune parrocchie l’appello degli alberi di ulivo le parrocchie di Madonna di Fatima di Ariano, S. Giovanni Evangelista, S. Vito e Donato di Ariano – Stazione e Camporeale, la parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo del Comune di Graci, noto paese italo-albanese e arbreshe.
Il Comune e la parrocchia di S. Maria Maggiore di Rocca San Felice –diocesi di S. Angelo Lombardi, comunità di origine del novello diacono Giovanni Orsogna, le scuole primarie di Orneta e Torreamando hanno condiviso ed adottata l’iniziative della Missione Cattolica “Danjel Dajani” di Blinisht, diocesi di Sape (Albania), che D.Antonio ha animato nella rinascita durante la sua presenza di 18 anni di apostolato fidei donum. Oggi D. Antonio è in “panchina” a causa della malattia am che continua a sostenere da Avezzano la missione generata dal carità di tante chiese sorelle e parrocchie, nonché del mondo del volontariato.
Anche l’Associazione RINDERTIMI, organizzazione tecnica operativa ha contribuito alle realizzazione di tante azioni pastorali, civili ed infrastrutture nella martoriata terra delle Aquile. D.Antonio ha partecipato anche alla veglia di preghiera dei diaconi ordinati ed ordinandi nella parrocchia di S.Giovanni Evangelista, animata dal nostro caro parroco P. Marco Di Brita.
La comunità rocchese ha accolto con grande affetto e gioia il gruppo dei giovani del coro della parrocchia di S. Vito e Donato di Camporeale, che ha animato la liturgia eucaristica presieduta da D. Antonio, D. Pasquale Di Fronzo in occasione della prima visita alla comunità del neodiacono Giovanni Orsogna.

G. O.
           

SABATO 4 DICEMBRE 2010


HIRPUSMEPHITIS: Messaggio natalizio da Renato Cucchiarelli in coll...

HIRPUSMEPHITIS: Messaggio natalizio da Renato Cucchiarelli in coll...: "Magliano dei Marsi 1.12.10 Carissimi, c'è una rete di volontari che ho conosciuto nell'arco di 18 anni, amando e sostenendo la Missione di B..."

sabato 20 novembre 2010

LA FORZA DELL'AMORE MVD FINALE.wmv Marsica e Rocca San Felice per non di...





Per non dimenticare rocca san felice 30° anniversario del sisma del 1980

 Affidiamo alle immagini le emozioni, i dolori, la speranza ed il futuro delle nostre terre che furono martoriate dal sisma del 1980...
La Forza dell'Amore per non dimentcare...
 vince la paura, apre nuovi orizzonti...
 grazie a D. Antonio Sciarra, alla Marsica, agli Angeli della Speranza del sisma del 1980...
"Cose Belle per Rocca San Felice e l'Albania..."(Don Antonio Sciarra, missionario in Albania, premio Madre Teresa di Calcutta, e cittadino onorario di Rocca San Felice.





In attesa di rinvigorire il gemellaggio... un ponte di speranza tra Rocca San Felice, la Marsica, e l'Albania con la missione cattolica di Blinisht (Albania)
Grazie infinite a voi silenziosi operai e Angeli della Speranza, grazie a voi l'Irpinia è risorta...

Don Antonio Sciarra con una delegazione della Marsica, il prossimo 8 dicembre sarà ad Ariano Irpino Greci e Rocca San Felice, dove incontrerà le comunità ecclesiali in occasione della ordinazione diaconale di Giovanni Orsogna




NEWS. DON ANTONIO SCIARRA
ECHI DALL'ALBANIA

                                                    Don Antonio Sciarra

lunedì 6 settembre 2010

Suggestioni da Greci, diario di una valigia lirica scritta da Fiorella Di Chiara

 Un'originale contributo di fantasia ha accompagnato l'esordio del Dramma di S. Bartolomeo, nella notte stellata a Greci, in occasione dell'edizione del 2010.
Una struggente lirica di Fiorella Di Chiara dal titolo "Diario di una valigia" ha inteso riattualizzare il mitico viaggio degli emigranti grecesi che dopo aver visto il dramma si accomiatano dal paese dandosi l'arrivederci all'anno prossimo, foriero di speranze e di nuove e migliori fortune.
Grazie Fiorella, complimenti ed ad majoram.


domenica 29 agosto 2010

Dramma di S. Bartolomeo Apostolo 2010





GRECI-KATUNDI SI RINNOVA IL DRAMMA DI S. BARTOLOMEO APOSTOLO














Greci oggi. La comunità arbreshe è particolarmente accogliente, ha il dono dell’ospitalità sacra e per la parola data "la Besa" non viene mai meno. Conserva le tipiche tradizioni locali. Il celebre dramma lirico S. Bartolomeo, opera dell’Abate Luigi Lauda, scrittore e poeta italo-albanese e primo storico di Greci, questa rappresentazione si svolge nel mese di agosto il in occasione della festa patronale e coinvolge tutta la popolazione da circa un secolo. Il tipico canto della Kalimera, reliquia di canti epirotici di ispirazione orientale, tipici del rito greco-ortodosso di cui Greci era fiera e che ha conservato fino al XVII secolo.

Il 24 agosto è festa grande a Greci, un tempo si svolgeva una delle piu' importanti fiere di bovini della zona, si rievoca l'antico dramma che in grecese si dice "Skurcjogni", ovvero la decorticazione del Santo Patrono Bartolomeo. Verso le dodici figuranti locali sul monte Calvario procedono alla cattura del santo, rappresentato da una controfigura, scortato dalle guardie viene condotto in Piazza Purgatorio dove si svolge la celebre rappresentazione teatrale, su testo scritto dall'Abate Luigi Lauda, scrittore di testi lirici, dove gli attori, tutti grecesi declamano itesti accompagnati da motivi tradizionali, che furono composti da Mons. Adolfo Colasanto. Le scenografie e i costumi sono messi a disposizione dalla Ditta Iannino Maurizio di Lapio.

Ormai Maurizio è diventato a Greci un'istituzione perchè da oltre un ventennio assicura lo svolgimento del dramma sacro.

Il Dramma, composto in lingua italiana - stile alfieriano - dall’Abate Luigi Lauda di Greci, consta di cinque atti e narra della evangelizzazione della terra d’Armenia da parte di San Bartolomeo, della conversione del re di quel paese, Polimio, della cattura del Santo da parte del fratello di questi, di nome Astiage, usurpatore del trono d’Armenia. Il Santo viene processato sommariamente e condannato a morte mediante decorticazione e decapitazione. Segue il duello tra Polimio e Astiage. Quest’ultimo cade trafitto e prima di morire si pente e si converte al Cristianesimo. Il dramma si conclude con l’apoteosi del Santo.

Un magnifico concerto di campane è dedicato a San Bartolomeo, padrono di Greci, da parte dei grecesi emigrati negli Stati Uniti. Narra la tradizione infatti di un miracolo avvenuto proprio nei loro confronti. Questi lavoravano in una miniera quando sentirono le campane del Santo suonare "a stormo". Si portarono fuori per rendersi conto del fenomeno, quando la miniera crollò completamente.

Anche la comunità italo-americana di grecesi della seconda generazione, ricordano il paese natale grecese, ha rievocato fino agli anni 60 il dramma di S. Bartolomeo e sarebbe bello ripristinarlo! Si fa appello ai grecesi emigrati negli USA.

L'Amministrazione comunale diretta dal Sindaco Donatella Martino, di intesa con la Pro-loco e l'Associazione culturale grecese, hanno ereditato questo evento e lo trasmettono alle nuove generazioni con entusiasmo e passione civile.

Giovanni Orsogna

Greeks today. The community arbreshe is particularly pleasant, has the gift of the sacred hospitality and for the given word “the Besa” does not come never less. Conserve the typical local traditions. Celebre the lyric drama S. Bartolomeo, work of Abbot Luigi Lauda, writer and poet Italian-Albanian and first historian of Greeks, this rappresentazione is carried out in the month of August in occasion of the patronale festivity and is involved all the population gives approximately a century. The typical song of the Kalimera, reliquia of epirotici songs of inspiration orients them, typical of the Greek-orthodox ritual of which Greeks it was fair and that it has conserved until XVII the century.

24 August is great festivity to Greeks, a time carried out one of piu' the important fairs of bovines of the zone, the ancient drama that in grecese says “Skurcjogni”, that is the decortication of the Saint is recalled Patrono Bartolomeo. Towards the twelve figuring local on the mount Calvary they proceed to the capture of the saint, represented from a controfigura, escorted from the guards comes lead in Piazza Purgatorio where the teatrale rappresentazione is carried out celebre, on text written from Abbot Luigi Lauda, writer of lyric witnesses, where the actors, all grecesi declaim itesti accompany to you from traditional reasons, that they were composed from Mons. Adolph Colasanto. The scenografie and the customs are puttinges on hand from the Iannino Company Maurizio di Lapio.

By now Maurizio has become to Greeks an institution because they give beyond a ventennio assures the development of the sacred drama.

The Drama, composed in Italian language - alfieriano style - from Abbot Luigi Lauda di Greci, consta of five actions and narrates of the evangelizzazione of the earth of Armenia from part of Saint Bartolomeo, of the conversion of the king of that country, Polimio, of the capture of the Saint from part of the brother of these, of Astiage name, usurpatore of the throne of Armenia. The Saint comes tried highly summarizedly and person under sentence of death by means of decortication and decapitation. He follows the duel between Polimio and Astiage. This last one falls trafitto and before dying pente and it is converted to the Christianity. The drama is concluded with the apotheosis of the Saint.

A magnificent concert of bells is dedicated to Saint Bartolomeo, padrono of Greeks, from part of the grecesi emigrated in the United States. It narrates the tradition in fact of a miracle happened just in their comparisons. These worked in a mine when they felt the bells of the Saint to play “flock”. They were carried outside in order to become account of the phenomenon, when the mine collapsed completely.

Also the community Italian-American of grecesi of the second generation, remembers grecese the country born them, has recalled until 60 years the drama of S. Bartolomeo and would be beautiful to restore it! Appeal to the grecesi emigrated in the USA is made.

The communal Administration directed from Donatella Mayor Martino, of understanding with the grecese For-native place and cultural Association, has inherited this event and they transmit to the new generations with enthusiasm and civil passion to it.

Giovanni Orsogna


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mercoledì 25 agosto 2010

Ricco calendario d’eventi per il centenario della nascita di Madre Teresa


PREGHIERA PER LA CANONIZZAZIONE

DELLA BEATA



TERESA DI CALCUTTA


Gesù, tu ci hai dato in Madre Teresa un esempio di fede forte e carità ardente: l’hai resa una testimone straordinaria del cammino dell’infanzia spirituale e una grande e stimata maestra del valore della dignità della vita umana. Fa’ che possa essere venerata e imitata come una santa canonizzata dalla Madre Chiesa. Ascolta le richieste di quanti cercano la sua intercessione e, in modo speciale, la petizione che ora imploriamo ...
(Menzionare la grazia da chiedere).
Fa’ che possiamo seguire il suo esempio nell’ascolto del tuo grido di sete dalla Croce e nell’amarti teneramente nelle sembianze sfigurate dei più poveri tra i poveri, specialmente di coloro che sono meno amati e accettati. Questo chiediamo nel Tuo Nome e per intercessione di Maria, Madre Tua e Madre nostra.
Amen.




Home > Chiesa > notizia del 18/08/2010 15.32.46



Con gratitudine ricordiamo nella gioia e nella preghiera la santa del terzo millennio la Beata Madre Teresa di Calcutta, il centenario della nascita prevede maniufestazioni e celebrazioni nel mondo, in attesa di poter organizzare anche a Greci cittadina arbreshe che accomuna le origini albanesi, si presenta il calendario proposto da Radio Vaticana.
per approfondimenti:
http://www.motherteresa.org/Centenary/English/Programm_it.html

Ricco calendario d’eventi per il centenario della nascita di Madre Teresa

“Dio ci ha creato per cose più grandi: amare ed essere amati”. Questo il motto che animerà celebrazioni eucaristiche, veglie di preghiera, novene e simposi che si terranno in tutto il mondo per celebrare il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta (Skopje, 26 agosto 1910- Calcutta, 5 settembre 1997).
Nata da genitori di etnia albanese, originari del Kosovo, la beata verrà ricordata il 26 agosto a Skopje, nella Repubblica ex jugoslava di Macedonia, con una sessione del Parlamento macedone, cui seguirà la presentazione del Premio nazionale “Madre Teresa”.
Nel pomeriggio, una Messa solenne sarà presieduta nella Cattedrale del Sacro Cuore da mons. Stanislav Hočevar, arcivescovo di Belgrado, cui farà seguito l’apertura della mostra del fotografo croato Zvonimir Atietić, presso la Casa Memoriale “Madre Teresa”.
Le celebrazioni in Macedonia proseguiranno fino alla fine del 2010.
In Albania, un pellegrinaggio nazionale è stato promosso il 26 agosto presso la Cattedrale di Vau-Dejës, che sarà dedicata a Madre Teresa con una liturgia eucaristica presieduta da mons. Rrok Kola Mirdita, arcivescovo di Durres-Tirana. Il Kosovo, che ha proclamato il 2010 “Anno di Madre Teresa”, festeggerà la beata il 5 settembre, giorno della festa liturgica, dedicandole una chiesa-santuario a Pristina; il tempio è stato iniziato nel 2003 per volontà del vescovo Sopi e del presidente Rugova.
 A Roma, il cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano, presiederà una Santa Messa nella Basilica di San Lorenzo in Damaso, il 26 agosto, cui parteciperanno le congregazioni religiose e le comunità di vita contemplativa fondate dalla beata, presenti a Roma, insieme ai volontari, ai benefattori e agli ospiti accolti nei conventi romani.
La celebrazione è preceduta dall’inaugurazione di una mostra fotografica dal titolo “Beata Teresa di Calcutta, vita, opere, messaggio” allestita presso il Palazzo della Cancelleria. In occasione della festa liturgica, le iniziative spirituali si svolgeranno nella Chiesa di San Gregorio al Celio, con la veglia di preghiera di sabato 4 e la liturgia eucaristica di domenica 5 settembre officiata dal cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Liturgie e novene sono previste in altre città italiane – Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Cagliari - ed europee, tra cui Parigi, Madrid, Barcellona, Copenaghen, Monaco di Baviera.
In India, dove Madre Teresa ha trascorso gran parte della sua esistenza, le celebrazioni iniziano il 17 agosto con una novena in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Calcutta, sede della Casa Madre delle Missionarie della Carità, dove il centenario verrà aperto il 26 agosto con una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi.
A New Delhi, un fitto programma di eventi, che include un simposio sulla beata Madre Teresa e due spettacoli di danza e teatro, è previsto tra il 23 e il 31 agosto, su iniziativa della Conferenza episcopale dell’India (CBCI) e con il concorso dell’UNESCO. Sempre nella capitale si terrà la commemorazione pubblica, sabato 28 agosto, alla presenza del presidente indiano Pratibha Devisingh Patil; nella circostanza verrà ufficialmente presentata la moneta dedicata alla religiosa dallo Stato indiano, che ha voluto proclamare il 26 agosto “Giornata nazionale degli orfani”, in riconoscimento della sollecitudine di Madre Teresa per le piccole vittime della solitudine e dell’abbandono.
In preparazione a questi eventi le Missionarie della Carità e il Centro Madre Teresa di Calcutta hanno diffuso un testo, di cui riferisce Zenit, che espone alcune riflessioni sulla vita della beata e sul suo contributo alla Chiesa e al mondo. Attraverso il suo esempio – si legge nel documento - persone di ogni credo religioso hanno iniziato a sperimentare che solo il donare può soddisfare l’anelito spirituale insito in ogni creatura. Viene citato in proposito il magistero di Benedetto XVI nella Deus caritas est: “L'amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio” (n. 16), poiché “nel più piccolo dei fratelli incontriamo Gesù stesso e in Gesù incontriamo Dio” . Il testo rileva inoltre la “quotidianità” dell’amore di Madre Teresa, un amore alimentato da piccoli gesti, da opportunità offerte a tutti di alleviare sofferenze, solitudine, scoraggiamento in ogni luogo e circostanza, a cominciare dalla propria famiglia, con l’obiettivo di trasmettere al prossimo l’amore stesso di Dio. Nella sua parte conclusiva il documento evoca un passo di un discorso pronunciato da Benedetto XVI il 10 febbraio 2007 in un incontro con le Misericordie d’Italia e i Donatori di sangue: “Nel giudizio finale – affermava il Papa - Dio ci domanderà se abbiamo amato non in modo astratto, ma concretamente, con i fatti (cfr Mt 25,31-46)…. Alla fine della vita - amava ripetere san Giovanni della Croce - saremo giudicati sull’amore”. (M.G.)

MESSAGGIO DELLA SUPERIORA GENERALE
 + LDM
Casa Madre
8 Agosto 2010

Miei cari fratelli e sorelle di tutto il mondo,

Madre Teresa è nata 100 anni fa a Skopje (nell'attuale Macedonia) il 26 Agosto 1910. La sua vita e la sua opera continua ad essere fonte di ispirazione per grandi e piccoli, ricchi e poveri di tutti i ceti sociali, religioni e nazioni. Il suo messaggio: "Dio ci ha creati per cose più grandi, per amare ed essere amati", ci fa guardare oltre le lotte, la solitudine e le ingiustizie della nostra vita quotidiana. Siamo chiamati per qualcosa di infinitamente più grande della ricchezza, del talento, della fama o dei piaceri passeggeri. Siamo chiamati a guardare a Dio, il nostro Padre amorevole, e sapere che Lui ci ama con un amore incondizionato, tenero ed eterno; e noi siamo chiamati a condividere questo amore con coloro che ci stanno intorno a partire dalle nostre famiglie. Nelle parole della Madre, "Sorridete a vicenda, trovate il tempo l’uno per l'altro nella vostra famiglia, non sappiamo mai quanto bene un semplice sorriso può fare."

Nel nostro Shishu Bhavan (Casa per bambini) a Kolkata, abbiamo avuto una ragazza gravemente disabile che ha vissuto fino a 39 anni di età. Il suo nome era Sundari, che significa bella. Ella possedeva nulla, e non poteva fare niente con il suo corpo completamente contorto, solo stare coricata a letto. Eppure c'era una cosa che lei faceva bene - poteva dare un gran sorriso che radiava gioia sul viso, comunicando così tutto l'amore che aveva nel suo cuore. Sapeva che era amata e curata, che era preziosa per molti, Sundari non era molto carina, ma era molto bella.

Celebriamo la nascita del centenario della Madre condividendo la gioia di amare ed essere amati. Preghiamo per conoscere meglio l'amore di Dio per noi. Pieni dell’amore di Dio, diventeremo messaggeri del suo amore per chi ci sta attorno, facendo piccole cose con grande amore, dando un sorriso, una parola gentile e una mano d’aiuto. Queste e-mail, piccole cose fatte con grande amore "renderanno la nostra vita qualcosa di bello per Dio". Così il mondo che ci circonda si trasformerà perché "Un sorriso genera sorrisi e l’amore genera amore."
Dio vi benedica,
Sr. M. Prema M.C. Superior General

mercoledì 14 luglio 2010

GRECI-KATUNDI IN FESTA IL 3° CENTENARIO . DELLA CONSACRAZIONE DELL'ALTARE MAGGIORE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S-. BARTOLOMEO APOSTOLO

GRECI-KATUNDI IN FESTA
IL 3° CENTENARIO . DELLA CONSACRAZIONE DELL'ALTARE MAGGIORE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S-. BARTOLOMEO APOSTOLO
Echi del convegno
Pierfranco Bruni racconta 'L'avventura arbereshe, il mediterraneo vissuto” così presenta la singolare cittadina di Greci.
Greci, nella verde Irpinia, paese arbereshe, dove ''le case racchiuse in una mano hanno odore di Mediterraneo e di Albania”.
Corridoi tra i vicoli. La gente sa guardare negli occhi ed ha carenze antiche. Una danza nelle parole. Un tintinnio di suoni''. Sono case di pietra, un susseguirsi di angoli che tagliano strade.
Vi si cammina a passo, piano piano. Malinconia nelle voci, mentre la protettrice è la Madonna di Caroseno, giunta a Greci con gli albanesi in fuga: ''Sembra un sogno ma questo paese è realtà. Scanderbeg è nella coscienza di questo mondo contadino che offre senza timore una identità sommersa.
Non ci sono statue o busti. L'eroe albanese è' nella loro storia. E' nel loro raccontare origini e destino. Greci non è un popolo in fuga. È una civiltà che resiste''. Umanità profonda nella storia di un popolo. Un paese di infanzia e di favole dimenticate.
Il convegno
La Parrocchia di S. Bartolomeo apostolo in costante sinergia con il Comune di Greci, con il contributo della Regione Campania organizzato un ricco programma in occasione del 3° centenario della consacrazione dell’altare maggiore (1710-2010) della chiesa parrocchiale consacrato dal l’Arcivescovo di Benevento Fr. Vincenzo Maria Orsinui, futuro Papa Benedetto XIII.
Il piccolo centro arbreshe è diventato anche centro europeo per aver dato i natali al Sen. Giuseppe Vedovato Presidente emerito de Consiglio d’Europa e considerato tra i padri fondatori dell’Europa, il benemerito professore alla venerando età di 98 anni si è riappropriato della sua terra d’origine, e ha voluto elevare il paese a centro europeo di studio e valorizzazione dei valori cristiani nel mondo mediterraneo. E’ stato perfezionato l’atto notarile di fondazione del Centro Studi “Giuseppe Vedovato” si occuperà dei valori etici e del patrimonio culturale in ambito europeo.
Gli incontri si sono tenuti dal 1 luglio al 4 luglio 2010.
Una giornata è stata dedicata alla presentazione del volume “Giuseppe Vedovato, cittadino di Greci, cittadino d’Europa, tra i presenti al convegno, anche il nostro vescovo Mons. Giovanni D’Alise ha portato le sue felicitazioni per il successo del neo fondazione. La lectio magistrale del nostro Sen. Vedovato ha spaziato nel vasto panorama della impegno di una lunga vita tutta protesa alla ricerca della verità, della giustizia e dell’impegno cristiano .
La festa ha coinvolto la comunità con intensi appuntamenti, preceduto dal novenario di preparazione , conclusosi con la celebrazione eucaristica officiata da Mons. Antonio Blundo.

Il convegno: "Il rito bizantino-storia e struttura,”ha affascinato l’uditorio con una splendida relazione , del Prof. Antonio Porpora - Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale; il relatore ha preparato la comunità grecese in vista della solenne liturgia eucaristica col rito greco-ortodosso.
Il Prof. Italo Costante Fortino dell’ Università degli Studi L'Orientale di Napoli- ha presentato le vicende storiche degli albanesi .
L’omaggio al Prof. Giuseppe Vedovato: Presentazione del volume: "Giuseppe Vedovato, cittadino di Greci, cittadino d'Europa , che è stato distribuito a tutti i presenti ed inviato alle Biblioteche..
Apprezzato il saluto del Sindaco di Greci Bartolomeo Zoccano, mentre sono stati letti i saluti dei Proff. Giovanni Di Minno, Prof. Vitaliano Esposito Procuratore Generale presso la Cassazione. Il Prof. Giulio Cipollone , Pontificia Università Gregoriana -Roma. Ha presentato i contenuti ed i programmi della Fondazione Vedovato e della cospicuia donazione libraria ed espositiva, frutto della liberalità del Sen. Vedovato.
Il clou delle manifestazioni è stato la Festa della Madonna del Caroseno e dedicazione-consacrazione dell'altare maggiore
La solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo diocesano Mons. Giovanni D'Alise.
Per l’occasione è stato realizzato l'annullo filatelico in collaborazione con le Poste italiana S.p.a.).
La solenne celebrazione eucaristica secondo il rito bizantino-greco-ortodosso, è stata presieduta dall'Archimandrita D. Donato Oliverio dell'Eparchia di Lungro (Cs), Papas Piero Rose, la liturgia è stata animata dal coro dell'Eparchia.
Si è potuto toccare con mano la profonda unione spirituale tra i due riti,e l’impegno per l’ecumenismo e l’unità dei cristiani, che si spera si possa ulteriormente cementare con l’auspicato gemellaggio tra le comunità diocesane di Ariano Irpino-lacedonia e l’Eparchia di Lungo.

La partecipazione intensa al rito da parte della comunità ha permesso di riattualizzare la storia con la rievocazione la presenza dell'antico rito che si è conservato a Greci fino al secolo XVII.

E’ stato offerto anche un’opuscolo storico curato dallo scrivente , con il patrocinio morale della Parrocchia.
Si auspica che da questo centro che nel sec. XVI rappresentava una entità ecumenica riconosciuta possa sul solco del cammino, essere sempre più unito e impegnato per la promozione dell’accoglienza , e proteso verso la diffusione dei valori umani, culturali, etnici e cristiani.

Giovanni Orsogna

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venerdì 2 luglio 2010

GRECI –KATUNDI IN FESTA 300° ANNIVERSARIO DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. BARTOLOMEO APOSTOLO CENNI STORICI

PARROCCHIA DI S. BARTOLOMEO APOSTOLO DI GRECI
GIOVANNI ORSOGNA

GRECI –KATUNDI IN FESTA
300° ANNIVERSARIO DELLA CONSACRAZIONE
DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. BARTOLOMEO APOSTOLO


CENNI STORICI




                   


            
GRECI 2010

In occasione delle celebrazioni- convegno delle Festività patronali di Greci, ricordando i 300 anni dallla consacrazione dell'altare di maggiore della chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo (1710-2010), è stato diffuso in dono dall'autore l'allegato opuscolo di cenni storici sulle vicende storiche di Greci. 
La stampa è stata fatta in proprio con numero limitato di copie . Vuole essere un attestato di amicizia e di affetto alla comunità arbreshe di Greci.
Giovanni Orsogna
file da clikkare:

mercoledì 30 giugno 2010

Letture: Pierfranco Bruni racconta 'L'avventura arbereshe, il mediterraneo vissuto

Pierfranco Bruni racconta 'L'avventura arbereshe, il mediterraneo vissuto'PDFStampaE-mail
martedì 10 giugno 2008
di GERARDO PICARDO 
È un viaggio cominciato molti anni fa. Il tempo ha lasciato segni che toccano l'anima e incidono realtà. In L'avventura arbereshe, il Mediterraneo vissuto (ed. Iral, Taranto, inf. micolcultura@alice.it), Pierfranco Bruni raccoglie riflessioni sulla cultura italo-albanese, convinto che nella storia dei popoli il Mediterraneo sia sempre più asse, non solo geografico ma esistenziale. Un Mediterraneo che significa, tra l'altro, penetrare la coscienza di un popolo e di una etnia che ha le sue radici nell'Adriatico, perché ''Mediterraneo ed Adriatico sono ormai un costante incontro''.

Bruni lavora tra i ricordi di casa e le sfide dell'oggi: ha radici arbereshe, lo studioso. Discende da nonna paterna di Spezzano Albanese (Cs), nasce a S. Lorenzo del vallo (Cs), paese ex-arbereshe, vive a Carosino (Ta), paese ex-arbereshe. Il suo è un destino segnato. Quello di uno studioso, responsabile del progetto sulle Minoranze etno-linguistiche del MiBAC, che è un 'arbereshe di fatto'.
Ammira questo mondo, lo scruta, scrive di emozioni e folklore, di letteratura e lingua. Un itinerario profondo, che va dai canti bizantini alle valljie, dai beni culturali e paesaggistici al cuore delle culture, riflette su molte intuizioni di Agostino Giordano e Pio Rasulo ma poi sceglie un approccio proprio che ha dato prova di sé sulla rivista 'Jeta Arbereshe'.
Perché ''una lingua e una cultura si tutelano non facendo soltanto 'accademia' ma penetrando vissuti''. Questo è perciò un libro a mosaico, dove ''il senso delle radici, che la letteratura pone come premessa, è un tangibile raccordo tra memoria e presente''. Significa leggere le distanze con il passato attraverso una riappropriazione, in termini letterari, di modelli di civiltà. Una delle componenti importanti di questo sistema antropologico è il paese, che si caratterizza per la 'gjitonia', ovvero con il vicinato. La comunanza è anche appartenenza e identità.
La cultura arbereshe, rimarca Bruni, ''insiste su due parametri che restano fondamentali: il ricordare e il ritornare. Come tutte le culture che hanno vissuto lacerazioni e diaspore, gli effetti si ascoltano nella sottolineatura di una profonda malinconia''. Si racconta di Sibari e della Magna Grecia, prima di tutto. Un mondo mai scomparso e che continua a vivere nei modelli arbereshe, dove ''le colline albanesi si intrecciano con le donne sibarite'', perché ''il sentimento delle radici è un codice che non si dimentica''.
Bruni è certo un letterato, ma in questo contributo il lettore scopre anche la riflessione di un antropologo attento alla ricchezza della diversità linguistica. E l'arbereshe ''non è una lingua in estinzione. Non viene dal silenzio e non è destinata al silenzio. Anzi, questa cultura, in un intreccio territoriale e storico, è una cultura della ricchezza, che va riconsiderata e proposta come reale patrimonio che unisce eredità e futuro''. Nel Mediterraneo i paesi frontalieri raccontando una loro eredità, senza ritualità magica, piuttosto incrocio fecondo di Oriente e Occidente. E' una letteratura che sa narrare esperienze di mare e di terra, segmenti bizantini e intagli di civiltà arbereshe intrise di radici religiose.
Come accade a Greci, nella verde Irpinia, paese arbereshe, dove ''le case racchiuse in una mano hanno odore di Mediterraneo e di Albania. Corridoi tra i vicoli. La gente sa guardare negli occhi ed ha carenze antiche. Una danza nelle parole. Un tintinnio di suoni''. Sono case di pietra, un susseguirsi di angoli che tagliano strade. Vi si cammina a passo, piano piano. Malinconia nelle voci, mentre la protettrice è la Madonna di Caroseno, giunta a Greci con gli albanesi in fuga: ''Sembra un sogno ma questo paese è realtà. Scanderbeg è nella coscienza di questo mondo contadino che offre senza timore una identità sommersa. Non ci sono statue o busti -sottolinea Bruni- L'eroe albanese è' nella loro storia. E' nel loro raccontare origini e destino. Greci non è un popolo in fuga. È una civiltà che resiste''. Umanità profonda nella storia di un popolo. Un paese di infanzia e di favole dimenticate.
C'è una tradizione che si fa memoria soltanto nel pensare a un tempo che non c'è più. C'è una tradizione che vive il presente traslocando il quotidiano in un gioco di specchi che lo si vorrebbe far attraversare da piccole e grandi nostalgie. C'è una tradizione che vive di simboli e identità, e cerca di proiettarli oltre il buio. Le radici sono il portato di esigenze e sentimenti. Ma c'è anche un'altra dimensione che si staglia forte da queste pagine: il Mediterraneo delle minoranze. Sono le minoranze che vengono dal mare e altre stanziate nei territori, come una pelle sul verde di altre terre ricche di diversità e storia. Geografie di incontro. Intrecci non monolitici ma a mosaico, a raggiera, una risorsa di modelli perché l'etnia non è folclore, né una semplice sagra di paese. È invece quotidianità, scelte, uomini e donne: "In Italia, cerniera del Mediterraneo, il rapporto tra etnia e lingua costituisce un andare nel di dentro di quelle radici che sono testamento, per un passato che non si dimentica e per un futuro che chiede alla memoria atti di consapevolezza".
E ha ragione Bruni a notare: questo è il Mediterraneo "che non si concede ad una chiusura, ma sottolinea esperienze di contatti con civiltà oltre frontiera. La ritualità e la tradizione sono delle costanti. Il ballo tondo, nella cultura albanese e arbereshe, è il ballo tondo raccontato dalla Deledda", come i racconti e le leggende del provenzale Mistral hanno un profondo radicamento popolare. L'etno-storia passa per l'umanità, per migliaia di meravigliose contaminazioni che si hanno espressione e poesia, favola e carne. Contatto vivo "tra la terra pesante, che arde e racchiude, e il mare che apre orizzonti e si fa viaggio. Il Mediterraneo è una chiave di lettura che invita ad andare oltre. Ci sono diversi Mediterranei, in un confronto serio tra tradizione, memoria, identità e radici che non possono gelare. Un altro libro importante di uno studioso profondo.
Da quanto tempo conosco Piero? Una vita. Ha scritto libri profondissimi, che porto nel cuore e mi fanno ogni giorno compagnia. I suoi racconti del nostro Sud sono anche i miei, sono i nostri morti che portiamo appesi al collo e ci cercano senza che siamo noi a chiamarli. Sono le donne cantate da Piero, quelle sottane che abbiamo amato e perso, c'è il vento che soffia su una spiaggia "in un mare d'inverno. Qui è sempre un mare d'inverno". Lo rivedo oggi, Piero, la sua sciarpa fucsia e il passo sempre pensoso. Fumiamo una Camel light parlando di libri e progetti, lui gioca con mia figlia che gli corre incontro. Abbiamo entrambi un sorriso pensoso, ci illudiamo ancora che qualcuno abbia bisogno di noi. Piero è uno dei miei tre amici. Non saprei pensare il domani senza i suoi scritti.